Industrie De Nora, multinazionale italiana quotata sull’Euronext Milan specializzata in elettrochimica, leader nelle tecnologie sostenibili e nella nascente industria dell’idrogeno verde, archivia il primo semestre dell’anno con un utile di 40 milioni di euro (46,7 nello stesso periodo dello scorso esercizio), mentre il fatturato si attesta a 400.3 milioni in calo dai 410,7 dei primi sei mesi del 2023. Nel secondo trimestre i ricavi registrano un aumento del 6,1% su base annua a cambi costanti, spinti dallo sviluppo di tutti i segmenti di business. L’ebitda adjusted si attesta a 75,3 milioni da 84,4, l’Ebitda margin al 18,8%, mentre la posizione finanziaria netta risulta positiva per 14,2 milioni in miglioramento rispetto a 9,4 del 31 marzo 2024.
“De Nora sta operando all’interno di uno scenario caratterizzato da instabilità di mercato legata soprattutto a fattori esogeni, quali l’andamento delle elezioni statunitensi e i ritardi nell’identificazione e implementazione delle normative per il mercato dell’idrogeno verde, che sebbene stiano progredendo, non sono ancora sufficienti ad accelerare lo sviluppo dell’industria, continuando a causare rallentamenti nell’evoluzione dei progetti e delle relative decisioni finali di investimento da parte dei principali clienti” afferma Paolo Dellachà, Amministratore Delegato di Industrie De Nora.
“In questo contesto, De Nora sta revisionando gli obiettivi del Piano 2024 – 2026 per il segmento Energy Transition” sottolinea, precisando che, nonostante i rallentamenti nel breve periodo, la società si attende a livello consolidato “una evoluzione positiva del business, grazie anche alla solidità e profittabilità dai segmenti storici De Nora, espressa da Electrode e Water Technologies, che rappresentano ad oggi oltre l’85% del fatturato, ed al consistente backlog del segmento Energy Transition che, ad oggi, supporta, per il 2025, ricavi almeno pari al 2024.”
Proseguono intanto i lavori per la costruzione della Gigafactory, alla quale si aggiungono il progetto ‘HyTecHeat’ – per la produzione di acciaio a basse emissioni di C02 – e il progetto Crete-Aegean Hydrogen Valley (CRAVE-H2) – per la creazione di un hub dedicato alla produzione di idrogeno sull’isola di Creta.
