A Milano un edificio degli anni Sessanta torna a nuova vita attraverso un progetto che unisce qualità architettonica, sostenibilità ambientale e restituzione dello spazio alla collettività. È Pirelli 35, il nuovo hub urbano progettato dagli studi Park e Snøhetta su incarico di Coima. Invece di procedere con la demolizione dell’esistente, il progetto, nel cuore di Porta Nuova, ha puntato sul riuso adattivo della struttura originale, riducendo le emissioni di carbonio incorporate e mantenendo una continuità con l’identità urbana del sito. La scelta progettuale si è tradotta nella conservazione dell’edificio, in un intervento chirurgico e trasformativo: la rimozione dell’ala centrale ha liberato spazio per una nuova corte pubblica, sovrastata da un volume sospeso che rompe la rigidità della struttura originaria e ne amplifica la permeabilità.

Questa nuova centralità urbana è pensata come punto d’incontro tra cittadini, utenti e visitatori. La corte, pavimentata con un disegno di pietra ondulata, stabilisce una connessione pedonale diretta tra la Stazione Centrale e il parco Biblioteca degli Alberi, creando un flusso naturale tra due poli della città. Le aperture a tutta altezza e le trasparenze della facciata favoriscono il dialogo visivo tra gli spazi interni e il contesto urbano, dando forma a un’architettura che si apre e si connette.
Il progetto è frutto di una collaborazione tra Park, studio milanese fondato da Filippo Pagliani e Michele Rossi, e Snøhetta, realtà norvegese con sede in otto città nel mondo, nota per opere pubbliche iconiche come l’Opera House di Oslo, la biblioteca di Alessandria d’Egitto e il padiglione del World Trade Center a New York. Inizialmente selezionati con due proposte distinte nell’ambito di un concorso internazionale, i due studi sono stati invitati da Coima a unire le forze in una visione condivisa. Per Snøhetta, si tratta del primo progetto realizzato in Italia.

Secondo Kjetil Trædal Thorsen, fondatore di Snøhetta, l’intento era restituire alla città un edificio accessibile, aperto, in grado di stimolare senso di appartenenza. La filosofia dello studio si è riflessa in ogni aspetto del progetto, orientato a una visione umanistica e inclusiva della trasformazione urbana.
La facciata su via Bordoni, in metallo testurizzato color terracotta, dialoga con la scala residenziale del quartiere, mentre le superfici della struttura originaria sono state trattate con un effetto cemento che richiama il linguaggio dei grattacieli contemporanei di Porta Nuova. L’equilibrio tra linguaggi materici diversi restituisce coerenza al progetto, che si muove tra conservazione e innovazione.
Sul fronte della sostenibilità, Pirelli 35 integra tecnologie e soluzioni avanzate: l’ampia pensilina fotovoltaica alimenta una pompa di calore acqua-acqua per l’efficienza termica, mentre sistemi digitali intelligenti monitorano i consumi e migliorano la gestione energetica. Lo spostamento della facciata dietro la griglia strutturale originale riduce il guadagno solare, migliorando le prestazioni ambientali senza penalizzare la luminosità naturale.
Adidas e Condé Nast sono i tenant che vi hanno insediato i loro nuovi headquarter italiani.
