venerdì, 10 Lug 2026
  • ABOUT
  • PAMBIANCONEWS
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE & FOOD
  • HOTELLERIE
  • REAL ESTATE
  • SPORT
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
NEWSLETTER
Real Estate
  • HOME
  • News
    • Acquisizioni
    • Finanza & Bilanci
    • Italia
    • Ricerche
  • SUMMIT
    • Fashion
    • Beauty
    • Design
    • Hotellerie
    • Wine
    • Real Estate
  • Approfondimenti
  • Editoriali
  • VIDEO
  • MAGAZINE
  • HUB
  • HOME
  • News
    • Acquisizioni
    • Finanza & Bilanci
    • Italia
    • Ricerche
  • SUMMIT
    • Fashion
    • Beauty
    • Design
    • Hotellerie
    • Wine
    • Real Estate
  • Approfondimenti
  • Editoriali
  • VIDEO
  • MAGAZINE
  • HUB
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
 
Real Estate
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
  • HOME
  • News
  • SUMMIT
  • Approfondimenti
  • Editoriali
  • VIDEO
  • MAGAZINE
  • HUB
Castelli (Rockwool Italia): “Da Pnrr ed Epbd opportunità e sfide per l’edilizia”

Federico Castelli, amministratore delegato di Rockwool Italia

Castelli (Rockwool Italia): “Da Pnrr ed Epbd opportunità e sfide per l’edilizia”

Di Maria Elena Molteni
4 Giugno 2024

Dal Pnrr e dall’implementazione della direttiva europea sulla performance energetica degli edifici arriva un impulso significativo per il settore edile, con effetti positivi in termini di efficientamento e sicurezza. Le opportunità di mercato sono molte, ma le complessità burocratiche rischiano di compromettere l’effettiva realizzazione dei progetti finanziati dal Pnrr. Tuttavia, l’Italia ha imboccato una strada che attira l’interesse degli investitori internazionali e dei grandi player del settore. Rockwool, leader mondiale nella produzione di lana di roccia, opera da tempo nel nostro paese e ha deciso di investireci ulteriormente. Ne abbiamo parlato con l’amministratore delegato di Rockwool Italia, Federico Castelli.

Su quali asset puntate?

“Le aree pubbliche e commerciali sono di maggiore interesse, sia in relazione a quanto previsto dal PNRR per l’efficientamento energetico, sia per l’implementazione dell’Epbd (Energy Performance of Buildings Directive – EU/2024/1275). Questi settori saranno particolarmente trasformati. Le complicazioni derivano da specifiche di progetto che possono essere problematiche, poiché nei diversi comuni spesso mancano le competenze necessarie e le risorse disponibili. Inoltre, la messa a terra dei progetti, compresi i bandi e i tempi richiesti, rappresenta un ulteriore ostacolo. Se si dovesse fare una scommessa sull’allocazione di capitali per lo sviluppo futuro, sicuramente le aree pubbliche e commerciali riceveranno una spinta a breve termine. Questo è coerente con gli obiettivi dell’Epbd, del Green Deal e i target stabiliti. L’imposizione diventa mandatoria sotto il profilo commerciale. Abbiamo lavorato su questi bandi nel contesto del Pnrr per tutto il 2023, ma le attività erano già in corso dalla fine del 2022. I bandi sono stati chiusi e le quotazioni sono in corso, ma l’attività non è ancora iniziata. Considerando che il Pnrr deve essere completato entro il 2026, c’è un’evidente tensione rispetto alla disponibilità di capitale, risorse e alla scadenza. In questo senso, potrebbe essere necessario discutere un’estensione dei tempi o un diverso approccio per affrontare queste frizioni”.

I fondi del Pnrr sono dunque a rischio?

“Auspicabilmente no. Tutti i progetti su cui abbiamo lavorato riguardano ospedali, scuole e asili, ben definiti in un quadro di miglioramento del sistema infrastrutturale italiano. Tuttavia, anche un intervento di ristrutturazione profonda o di ricostruzione di una scuola deve essere eseguito in un periodo specifico dell’anno e in tempi limitati. Ci sono quindi problemi oggettivi legati ai tempi dei progetti, che sono sempre lunghi e vengono ulteriormente complicati dalla realtà di un sistema burocratico non adeguatamente preparato a gestire operazioni di tale portata. Considerando che ci restano sostanzialmente due anni fino alla fine del 2026, è evidente che i progetti importanti, che richiedono dai 12 ai 18 mesi, potrebbero incontrare difficoltà nel garantire l’effettiva realizzazione e l’uso dei fondi disponibili. Nel contesto italiano, la frammentazione dell’edilizia e l’entità di un piano paragonabile al Piano Marshall pongono uno stress significativo sulle strutture operative stesse”.

A questo si aggiunge il nuovo decreto Superbonus, rivisto anche retroattivamente. Quanto impatta?

“Il Superbonus, a mio avviso, inizialmente è stato un’idea efficace per rivitalizzare un mercato che usciva dal Covid. È importante ricordare che il settore edilizio è molto locale; un euro investito dallo Stato ricade sul territorio. Tuttavia, ci sono stati meccanismi che non hanno funzionato correttamente, e il controllo tardivo ha permesso che le problematiche diventassero più gravi. Dal punto di vista del business, per noi il Superbonus era già terminato nel 2023. Tutto ciò che è avvenuto dopo era solo una conseguenza di quanto accaduto in precedenza, non una nuova fase di mercato. Guardando all’implementazione dell’EPBD, per raggiungere gli obiettivi sarà necessaria una combinazione di supporto statale, in qualsiasi forma esso si presenti, e supporto del settore privato. Non si potrà contare solo sull’intervento pubblico come nel caso del Superbonus, dove non era richiesta alcuna partecipazione finanziaria da parte delle famiglie. A mio avviso, ci sarà spazio per nuovi attori, come i fondi infrastrutturali, che considero investitori finanziari. Inoltre, le banche dovranno sicuramente svolgere un ruolo importante”.

I frequenti cambiamenti inattesi di normativa in Italia possono dissuadere dall’investimento e scoraggiare gli operatori dall’assumersi la responsabilità di interventi importanti.

“In generale, un investitore, a seconda del profilo di rischio, guarda al ritorno sull’investimento. Pertanto, un cambiamento improvviso o retroattivo delle regole non infonde fiducia, soprattutto per gli investitori esteri che vogliono entrare nel mercato italiano. È anche vero che i conti pubblici dovevano essere messi in ordine, quindi è comprensibile che il governo abbia cercato di rassicurare i mercati mostrando il controllo della situazione e la gestione futura delle finanze. Attualmente, ci sono commissioni che stanno valutando come incentivare l’efficientamento energetico nel piano che l’Italia dovrà sviluppare nei prossimi due anni per implementare l’Epbd. La narrativa attuale evidenzia che i punti di debolezza del Superbonus erano legati alla sua applicazione universale. Indipendentemente dal reddito, tutti avevano accesso ai benefici, mentre un approccio più mirato avrebbe potuto essere più efficiente, concentrandosi sulle categorie energeticamente meno efficienti e su economie di scala. Ad esempio, le villette godevano degli stessi benefici di un edificio della periferia di Milano. Guardando questi aspetti, si può dire che la parte di patrimonio immobiliare effettivamente oggetto del Superbonus è stata limitata. Tuttavia, ci sono stati anche molti aspetti positivi: si è creata forza lavoro locale e si è generato interesse da parte degli investitori. Ad esempio, noi di Rockwool stiamo considerando di investire in una fabbrica in Italia. Il management danese ha visto un potenziale sul suolo italiano anche grazie al Superbonus, riconoscendo l’interesse del governo per l’efficientamento energetico”.

Come ha chiuso il 2023 Rockwool Italia e come sta affrontando l’anno in corso?

“Il 2023 è stato un anno di “recupero” per Rockwool Italia. Sebbene il fatturato del settore sia cresciuto durante il periodo del Superbonus, c’è stata una compressione delle marginalità a causa dei costi di produzione elevati, essendo un’azienda energivora. Nel 2022, il fatturato e il profitto erano aumentati, ma la marginalità aveva subito una contrazione. Nel 2023, l’obiettivo principale è stato ristabilire la marginalità storica, fondamentale per definire il business, il posizionamento sul mercato, la competitività e i servizi offerti. Rockwool Italia ha concentrato i suoi sforzi nella prima parte del 2023 per ristrutturare la solidità finanziaria e ritornare ai livelli pre-Covid, mantenendo allo stesso tempo una quota di mercato coerente con il suo ruolo di più grande operatore di lana di roccia in Italia. Il risultato finanziario del 2023 è stato positivo, con una chiusura intorno ai 140 milioni di euro, grazie all’accelerazione nella seconda metà dell’anno. Con circa 100 dipendenti, l’azienda è in continua crescita, presente in Italia dagli anni Novanta e sempre portando nuovi prodotti sul mercato”.

Il mercato italiano?

“Il mercato italiano è di grande interesse per un operatore come Rockwool. La conversione dai materiali plastici è più avanzata rispetto ad altri paesi europei, con una maggiore attenzione ai materiali fibrosi e alle lane. Questo è anche dovuto a una tradizione storica di utilizzo delle plastiche. Non esistono obblighi normativi selettivi, ma ci sono tendenze positive a lungo termine, come la sensibilità al fuoco, un elemento chiave dei prodotti Rockwool grazie alla loro resistenza al fuoco. Incendi come quelli alla Grenfell Tower o a Valencia avrebbero avuto esiti meno tragici se il rivestimento fosse stato in lana di roccia. Dal 2022, nuove regole richiedono specifici requisiti di resistenza al fuoco per edifici come ospedali, scuole e condomini, favorendo l’uso dei prodotti Rockwool. Sebbene non sia obbligatorio, questa tendenza si sta affermando. Il prezzo dei prodotti Rockwool è superiore rispetto alle plastiche, ma il gap viene recuperato grazie alla sicurezza offerta”.

Una quota potenziale di mercato molto ampia

“Se l’Epbd e il Green Deal saranno implementati, Rockwool potrebbe dover aggiungere nuova capacità produttiva per soddisfare la domanda in tutta Europa, mantenendo la quota attuale di mercato rispetto alle plastiche. Tuttavia, due fattori limitanti sono il finanziamento della trasformazione e la disponibilità di forza lavoro specializzata. Quest’ultima rappresenta un problema strutturale in tutta l’Unione Europea. Di contro, è anche un’opportunità per creare posti di lavoro. È fondamentale allineare la domanda con l’offerta. Il settore dell’edilizia non è particolarmente attraente come le startup o il digitale, che attraggono i giovani, ma Rockwool sta lavorando per affrontare questo problema”.

Come potrà evolvere la domanda?

“Rockwool offre tre prodotti principali: per i tetti, per il cappotto termico e per la separazione degli interni. Attualmente, c’è un crescente interesse per le coperture piane, dove grandi progetti logistici e industriali spesso richiedono impianti fotovoltaici. I prodotti Rockwool, essendo incombustibili, offrono una protezione superiore in caso di incendio. La domanda per i cappotti termici, che era cresciuta con il Superbonus, è in contrazione a causa della modifica degli incentivi. Tuttavia, l’isolamento termico rimarrà un elemento chiave per raggiungere gli obiettivi del Green Deal e dell’EPBD. Il mercato per i muri interni è stabile, con un crescente interesse per il benessere delle persone”.

Prospettive di lungo termine

“Rockwool vede un vantaggio competitivo a lungo termine grazie alla resistenza al fuoco e alla sostenibilità dei suoi prodotti. Intervenire sulle abitazioni è cruciale per ridurre il consumo di combustibili fossili e le emissioni di CO2 in Europa. La combinazione di efficientamento energetico e utilizzo di energie rinnovabili è la soluzione per affrontare il cambiamento climatico”.

Intanto un investimento in Italia

“Abbiamo opzionato un terreno vicnino a Lodi, nel comune di Bertonico. Stiamo portando avanti l’iter dei permessi. Si tratta di un terreno industriale sul quale giaceva in passato una raffineria. L’intervento va nell’ottica di costruire impianti industriali rivitalizzando realtà abbandonate e non terreni green. Abbiamo opazionato circa 40 ettari”.

 

CondividiTweetCondividiInvia
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati

Editoriali di David Pambianco

Real Estate, verso un’industria del valore

Residenziale tra capitali e carenza: l’Italia cerca una strategia nazionale

Crisi? Il capitale punta sul real estate europeo

Cambio di scenario per l’Europa, un vantaggio per chi si saprà adattare

Immobiliare italiano, crescita da primato con un problema strutturale

Green o out: il futuro del settore immobiliare passa dalla sostenibilità

Real Estate Pambianco news

P.IVA 05861630159

©Tutti i diritti Riservati - Pambianco srl

  • About Pambianco
  • Contatti
  • Copyright
  • Privacy e Cookie Policy

 

Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
  • ABOUT
  • PAMBIANCONEWS
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE & FOOD
  • HOTELLERIE
  • REAL ESTATE
  • SPORT
NEWSLETTER

P.IVA 05861630159

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.