Il Tribunale di Milano ha assolto tutti gli otto imputati nel processo Torre Milano, primo verdetto del filone giudiziario sull’urbanistica milanese in cui venivano contestati i reati di abuso edilizio e lottizzazione abusiva. La sentenza, accolta in aula da un applauso, è stata pronunciata dalla giudice monocratica Paola Braggion con la formula “il fatto non costituisce reato”.
Il procedimento riguardava la ristrutturazione di Torre Milano, edificio alto oltre 87 metri. L’accusa, sostenuta dalla pm Marina Petruzzella, che aveva chiesto condanne da un anno a 2 anni e 4 mesi, contestava agli imputati di aver realizzato un intervento di nuova costruzione ricorrendo a un titolo edilizio non idoneo, la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), e senza previo piano attuativo. Assolti i costruttori, Stefano e Carlo Rusconi, l’architetto del progetto, Gianni Maria Ermanno Beretta, e i funzionari comunali accusati di aver rilasciato un titolo illegittimo.
Il presidente del Tribunale Fabio Roia ha spiegato che gli imputati hanno agito in buona fede e nel rispetto delle norme allora vigenti. Nella nota del Tribunale si precisa che “per tutti difetta l’elemento soggettivo del reato, sia doloso che colposo”, poiché solo negli ultimi anni giurisprudenza penale, amministrativa e pronunce della Corte Costituzionale hanno offerto interpretazioni diverse del concetto di ristrutturazione.
È il primo processo a concludersi nel più ampio filone sulla rigenerazione urbana che coinvolge il Comune di Milano. Tra 90 giorni le motivazioni.
