Dalle torri residenziali di Nashville al nuovo Mandarin Oriental di Muscat, in Oman: le superfici ceramiche di Atlas Concorde consolidano la presenza del made in Italy nei grandi progetti immobiliari internazionali. L’azienda di Fiorano Modenese, capostipite del Gruppo Concorde e attiva dal 1969, è oggi tra i principali operatori mondiali del settore ceramico, con oltre 2.500 dipendenti, una presenza nei cinque continenti e un’attività di export che raggiunge più di 130 nazioni. Al sistema di superfici e rivestimenti si affiancano Atlas Plan, brand specializzato nelle grandi lastre per piani cucina, tavoli ed elementi d’arredo, e Atlas Concorde Habitat, progetto dedicato ad arredi e bagno.

INVESTIMENTI PER 100 MILIONI DI EURO, OLTRE 170 IN 4 ANNI
Sul fronte industriale, il gruppo ha avviato un programma di investimenti da circa 100 milioni di euro, che porta a oltre 170 milioni il totale degli ultimi quattro anni includendo l’ammodernamento delle linee produttive. Gli interventi riguardano l’espansione dello stabilimento di Finale Emilia, dedicato alle grandi lastre, con l’obiettivo di raddoppiarne la capacità produttiva, e un nuovo magazzino logistico integrato da 19.000 metri quadrati dotato di un impianto fotovoltaico di circa 5.400 pannelli, per una riduzione stimata delle emissioni di 1.400 tonnellate di CO2 all’anno. A Fiorano Modenese procedono inoltre i lavori per un hub logistico ad alta automazione di circa 100.000 metri quadrati dedicato alle lastre in gres porcellanato. I principali mercati per numero di progetti acquisiti nel 2025 sono Italia, Stati Uniti ed Emirati Arabi, mentre in termini di valore le aree più rilevanti sono state Medio Oriente, Italia e i grandi mercati europei.

Tra le realizzazioni più recenti, Alcove e Prime, le due torri residenziali progettate dallo studio Goettsch Partners nel cuore di Nashville, concepite come un sistema architettonico unitario con identità distinte. Per le lobby e le resident lounge di Alcove, caratterizzata da volumi sovrapposti dal carattere scultoreo, è stata scelta la collezione effetto marmo Marvel Shine nel tono Calacatta Prestigio, le cui venature attenuano le geometrie più audaci dell’edificio: per l’architetto Vladimir Andrejevic di Goettsch Partners, le superfici creano “un contrasto lussuoso, in equilibrio tra contemporaneità e atemporalità”. La vicina Prime, dal linguaggio più compatto e verticale, adotta invece le collezioni effetto pietra Boost Stone ed effetto cemento Boost Pro, una matericità essenziale che ne sottolinea il carattere deciso.

OSPITALITA’ DI LUSSO
Nel segmento dell’ospitalità di lusso, le superfici dell’azienda emiliana sono protagoniste del Mandarin Oriental di Muscat, l’hotel firmato dall’interior designer francese Xavier Cartron nel quartiere di Shatti Al-Qurum, affacciato sul golfo di Oman, con 103 camere e 47 suite tra il Mar Arabico e le montagne Hajar. La collezione Lims, ispirata alle pietre calcaree, è stata scelta nelle tonalità ivory e grey per i pavimenti di camere, bagni e balconi, richiamando i colori della capitale omanita; la collezione effetto pietra Kone veste il Sawa Lounge, dove si combina con l’effetto legno di Etic Pro, mentre Brave caratterizza i bagni del ristorante italiano ‘Essenza”‘
ANCHE MALDIVE, ZANZIBAR E DUBAI
Il portafoglio internazionale dell’azienda comprende anche gli Emerald Resorts alle Maldive e a Zanzibar progettati da Delogu Architecture, il Dubai Mall – tra i centri commerciali con i più alti flussi di visitatori al mondo -, la Fiera di Hannover, il centro congressi Coex di Seul sviluppato da Gensler, la Little Caesars Arena di Detroit firmata Hok, il Montana Business Center di Lubiana e la Newtown Station in Australia. Tra i partner figurano grandi catene alberghiere internazionali come i gruppi Marriott, Hilton, Accor e Radisson, oltre a brand del retail, della moda e dell’automotive.

PARTNERSHIP DI LUNGO PERIODO
Il comparto real estate rappresenta per il gruppo un’area di sviluppo strategica, presidiata con un team di key account manager dedicato al canale progetti e figure attive nei principali hub mondiali del design, da New York a Londra, Parigi, Milano, Dubai e Singapore. L’obiettivo è superare la logica transazionale a favore di partnership di lungo periodo, anche attraverso framework agreement con i grandi developer. Sul fronte della ricerca, l’azienda ha presentato con lo studio One Works un progetto di ceramica parametrica 3D applicata all’involucro edilizio, che trasforma la facciata da semplice rivestimento a componente attivo dell’edificio: un approccio raccontato attraverso due cantieri in corso di completamento a Roma, il complesso direzionale C70 e i complessi residenziali di via del Serafico, dove le superfici contribuiscono al controllo della luce e del comportamento climatico delle facciate.


