Regole certe, stabili e applicate in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, senza frammentazioni locali né margini interpretativi tali da generare incertezza per imprese e cittadini. È la richiesta avanzata da FederlegnoArredo in merito agli sviluppi del disegno di legge delega sull’aggiornamento del Codice dell’Edilizia, un passaggio definito dalla federazione “fondamentale per la competitività del settore delle costruzioni”.
“La modernizzazione del Codice dell’Edilizia rappresenta un passaggio fondamentale per la competitività del settore delle costruzioni – sottolinea FederlegnoArredo -. È quindi essenziale che la legge primaria dello Stato definisca principi e regole univoche su tutto il territorio nazionale, evitando che il necessario coinvolgimento degli enti territoriali si traduca in una proliferazione di interpretazioni differenti, che creano ostacoli burocratici e incertezze operative per le imprese e per i cittadini”.
Secondo la Federazione, il settore ha bisogno di un quadro normativo semplificato, ma al tempo stesso chiaro e non esposto a deroghe o discrezionalità territoriali. Il rischio, viene evidenziato, è che un sistema non uniforme finisca per produrre l’effetto opposto rispetto agli obiettivi dichiarati di semplificazione: più burocrazia, maggiori costi, tempi più lunghi e aumento dei contenziosi.
“Il settore – sottolinea FederlegnoArredo – ha bisogno di regole certe, stabili e applicate in modo uniforme all’interno di un quadro normativo semplificato, che escluda però un sistema di deroghe e discrezionalità territoriali che rischierebbe di aumentare soltanto i contenziosi. Solo così sarà possibile raggiungere davvero gli obiettivi di semplificazione e dare stabilità al mercato, a tutela dell’intero sistema produttivo delle costruzioni”.
Il tema riguarda in particolare l’edilizia libera, ambito nel quale, secondo FederlegnoArredo e Assotende, le imprese si trovano spesso di fronte a interpretazioni locali non omogenee. Interventi che la normativa nazionale ricomprende tra quelli semplificati vengono talvolta sottoposti, nei diversi territori, a richieste documentali o autorizzative ulteriori, con conseguenze dirette sui cittadini, sulle aziende e sull’intera filiera.
“Per Assotende – dichiara il presidente Gianfranco Bellin – è fondamentale che il nuovo Codice chiarisca in modo definitivo criteri applicativi e ambiti autorizzativi. Non è infatti accettabile che interventi che la normativa nazionale ricomprende nell’ambito dell’edilizia libera vengano poi assoggettati, a livello locale, a richieste documentali o autorizzative ulteriori”.
Per Bellin, il principio dell’edilizia libera nasce proprio con l’obiettivo di semplificare determinati interventi che, per caratteristiche e impatto, non dovrebbero essere sottoposti a procedure complesse. Nella pratica, tuttavia, la mancanza di uniformità applicativa rischia di trasformare la semplificazione in un percorso incerto.
“Nella pratica – aggiunge Bellin – accade spesso il contrario, con rallentamenti e costi aggiuntivi per cittadini e imprese. Per questo chiediamo che il nuovo impianto normativo rafforzi la certezza del diritto e limiti i margini di discrezionalità interpretativa”.
Per FederlegnoArredo, la revisione del Codice dell’Edilizia deve quindi diventare l’occasione per costruire un sistema più lineare, capace di accompagnare la modernizzazione del comparto delle costruzioni e di sostenere la competitività delle imprese, evitando che la stratificazione normativa e le diverse letture territoriali continuino a rappresentare un freno operativo per il mercato.
