Ance torna a difendere il sistema bilaterale delle costruzioni e respinge le critiche rivolte nelle ultime settimane al modello delle casse edili e degli enti di settore. “Ci uniamo ai sindacati Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil nel difendere il sistema bilaterale delle costruzioni da attacchi ingiustificati che puntano a smontare un sistema la cui terzietà garantisce sicurezza, qualità e rispetto delle regole. Valori che non si possono svendere in nome di non ben precisati risparmi che andrebbero solo a intaccare garanzie e tutele dei lavoratori”, afferma la presidente di Ance Federica Brancaccio.
Secondo l’associazione dei costruttori, mettere in discussione il ruolo della bilateralità significa ignorare una funzione che nel comparto edilizio rappresenta uno dei principali presìdi contro lavoro nero, evasione contributiva, concorrenza sleale e dumping contrattuale.
“Chi ignora il valore del nostro sistema bilaterale e delle casse edili si basa su una visione distorta del loro ruolo di presidio contro concorrenza sleale, lavoro nero, evasione contributiva e dumping contrattuale, oltre che centro di erogazione di servizi, formazione e premialità per tutte le imprese di costruzione, in particolare per quelle virtuose”, prosegue Brancaccio.
La presidente richiama anche i recenti interventi normativi del governo sul tema della rappresentanza contrattuale. “Solo dieci giorni fa, con il decreto lavoro, il Governo ha fatto esplicito riferimento ai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative per la determinazione del salario giusto e per l’accesso agli incentivi pubblici”.
Brancaccio sottolinea inoltre come il nuovo archivio del CNEL certifichi che i tre principali contratti collettivi della filiera edilizia coprono il 98% dei lavoratori del settore. “Qualità e tutele si misurano sull’impegno di chi in questi anni ha innovato e costruito solide basi per il benessere di lavoratori e imprese”, conclude la presidente Ance.
