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Edilizia, metà dei professionisti chiede più AI. Solo il 6% teme per il lavoro

Sander van de Rijdt, Co‑Founder e CEO di PlanRadar

Edilizia, metà dei professionisti chiede più AI. Solo il 6% teme per il lavoro

Di Redazione
28 Aprile 2026

L’adozione dell’intelligenza artificiale può incidere in modo diretto sulla retention nel settore delle costruzioni: oltre il 50% dei professionisti sarebbe più propenso a rimanere nella propria organizzazione se questa aumentasse gli investimenti in AI e strumenti tecnologici. È uno dei dati principali emersi dalla ricerca internazionale Managing Project Changes in the Age of AI, condotta da PlanRadar su 1.728 professionisti di 14 Paesi tra Europa, Medio Oriente e Asia-Pacifico.

Quasi la metà degli intervistati afferma che la società per cui lavora non ha ancora previsto alcun piano di investimento in strumenti digitali con funzionalità di AI. Una distanza che contrasta con la percezione diffusa nel settore: solo il 6% considera l’integrazione dell’AI una minaccia per il proprio posto di lavoro, mentre la maggioranza la interpreta come una risposta concreta alle criticità operative quotidiane. Nel documento si legge che “quasi la metà degli intervistati trascorre oltre 11 ore a settimana in attività burocratiche che ritiene possano essere ridotte o semplificate dall’AI”.

Tra chi utilizza già strumenti integrati con l’intelligenza artificiale, oltre il 60% dichiara un risparmio di almeno due ore a settimana per attività legate ai progetti o a mansioni amministrative e di coordinamento. E tra gli utenti che impiegano piattaforme digitali centralizzate, l’80% segnala un miglioramento nella capacità di controllare i costi o proteggere i margini di progetto. Secondo l’analisi, le due principali sfide operative che generano superamenti di budget – mantenere i progetti nei tempi previsti e gestire le richieste di modifica in corso d’opera – sono ambiti in cui il 58% del campione ritiene che l’AI possa fare la differenza.

In Italia, come nel resto dei Paesi analizzati, la principale preoccupazione riguarda l’accuratezza e l’affidabilità degli strumenti di AI. Seguono l’integrazione con i sistemi esistenti (34%) e la difficoltà di apprendimento (22%). Il tema della privacy e della sicurezza dei dati, indicato come secondo ostacolo a livello globale (28%), è meno sentito nel contesto italiano (18%). Solo il 4% cita il timore di perdere il lavoro, due punti percentuali in meno rispetto alla media internazionale.

“I professionisti delle costruzioni non sono contrari all’AI: chiedono strumenti di cui potersi fidare, risultati su cui poter contare e la certezza che i dati di progetto restino protetti”, afferma Sander van de Rijdt, CoFounder e CEO di PlanRadar. Il documento sottolinea che l’AI adottata dalla piattaforma “opera secondo i più elevati standard di sicurezza e protezione dei dati, con certificazioni ISO complete e senza utilizzo dei dati dei clienti per l’addestramento”.

La ricerca evidenzia inoltre che piattaforme digitali centralizzate consentono di integrare documentazione, comunicazione e reporting, trasformando dati complessi in informazioni operative e contribuendo a decisioni più rapide senza modificare i flussi di lavoro esistenti. Il Construction Survey Report 2026 si basa su un sondaggio online di 37 domande rivolto a figure direttamente responsabili del rispetto dei tempi e dei budget di progetto, attive in project management, consulenza, general contracting, architettura e sviluppo.

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