“Grazie all’impegno del presidente Brunetta e degli esperti del Cnel le imprese e i lavoratori hanno finalmente a disposizione uno strumento che permette di districarsi nella giungla dei contratti collettivi, facendo luce sulla reale rappresentatività delle organizzazioni che li siglano”. Così la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio, commenta la riorganizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi realizzata dal Cnel.
Il nuovo Archivio certifica che i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sono 99 e coprono oltre il 97% dei lavoratori del settore privato. Le sigle minori contano invece circa 800 contratti, che riguardano appena il 2% dei lavoratori. Nel settore delle costruzioni, i tre contratti collettivi firmati dalle principali organizzazioni datoriali e sindacali si applicano al 98% degli addetti.
Per Brancaccio, la riorganizzazione dell’Archivio rappresenta “un efficace presidio contro il dumping contrattuale, a tutela dei lavoratori e delle imprese del settore delle costruzioni che in questi anni, attraverso il sistema bilaterale, stanno facendo grandi passi avanti in termini di sicurezza, welfare e formazione”. Da qui l’appello a “scongiurare il rischio di aprire le porte a chi non può garantire terzietà e alti standard di formazione e tutela dei lavoratori”.
“Ci auguriamo quindi che il nuovo Archivio costituisca la base informativa di riferimento per il sistema delle relazioni industriali e per i decisori politici, a garanzia della tenuta sociale ed economica del Paese”, conclude la presidente dei costruttori.
