Il mercato immobiliare italiano consolida nel primo trimestre 2026 il trend di crescita avviato nel 2025, ma si profila un rallentamento per i prossimi mesi legato al venir meno della politica monetaria espansiva e al rialzo dei tassi di interesse. È quanto emerge dal primo Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2026 di Nomisma. Nel 2025 le compravendite residenziali sono cresciute del +6,4% a livello nazionale, con una dinamica più sostenuta nei comuni non capoluogo rispetto ai capoluoghi. Nei 13 mercati intermedi monitorati — Ancona, Bergamo, Brescia, Livorno, Messina, Modena, Novara, Parma, Perugia, Salerno, Taranto, Trieste e Verona — le transazioni hanno registrato un incremento complessivo del +6%, con crescita più marcata nei capoluoghi rispetto al resto della provincia.
MUTUI: LA QUOTA DI ACQUISTI FINANZIATI SALE AL 45,9%
Sul fronte del credito, la quota di acquisti finanziati tramite mutuo è salita progressivamente: dal 40,1% nel 2023 al 41,7% nel 2024, fino al 45,9% nel 2025, segnale di un crescente ricorso alla leva finanziaria da parte della domanda. Lo spread tra i tassi italiani e quelli dell’Area Euro sui nuovi mutui di durata superiore ai dieci anni ha raggiunto a inizio 2026 un picco di 32 punti base, il livello più alto degli ultimi due anni.
PREZZI ANCORA IN CRESCITA, TEMPI DI VENDITA IN CALO
I prezzi delle abitazioni continuano a salire, seppure con intensità più contenuta rispetto al triennio precedente. Nei mercati intermedi, le unità in buono stato segnano una variazione annua del +2,7%, quelle in ottimo stato del +2,3%. I tempi medi di vendita si attestano intorno ai cinque mesi, con uno sconto medio in trattativa dell’8,6%. Si riduce il divario tra valori richiesti e offerti e l’offerta viene assorbita più rapidamente, segnali di un mercato “tendenzialmente più dinamico e più liquido”, secondo Nomisma.
Sul fronte locazioni, nel 2025 sono stati registrati oltre un milione di contratti, in crescita del +1,4% rispetto al 2024. I canoni sono aumentati in media del +3,4%, con un mercato ancora sostenuto da domanda vivace e persistente carenza di offerta. Il rendimento totale lordo annuo del segmento abitativo si attesta all’8,4%, somma del rendimento da locazione (5,7%) e della crescita dei prezzi (2,7%). I tempi medi per concludere un contratto di affitto sono di 1,6 mesi.
Sul piano previsionale, Nomisma stima per il 2026 una crescita delle compravendite più contenuta rispetto all’anno precedente, pari al +1,8%, per un totale di circa 780mila transazioni. Un livello che dovrebbe mantenersi stabile anche nel biennio 2027-2028, su valori prossimi a quelli registrati nella ripresa post-Covid. Nonostante un costo dei mutui più oneroso e prezzi elevati, le famiglie confermano una forte propensione all’acquisto, ancora percepito come più conveniente rispetto alla locazione.
