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L’edilizia è il settore con più certificazioni ambientali al mondo

Saverio Lapini, CEO e Co-founder di Ollum

L’edilizia è il settore con più certificazioni ambientali al mondo

Di Redazione
7 Aprile 2026

Il settore delle costruzioni domina la diffusione delle Environmental Product Declaration (EPD) sia a livello internazionale sia in Italia, dove i moduli fotovoltaici emergono come comparto in rapida crescita. È quanto emerge da un’analisi condotta da Ollum, società di consulenza ESG parte del Gruppo TÜV Austria, sui dati dei principali database di riferimento: EPD International ed EPD Italy.

COSTRUZIONI IN TESTA CON 1.180 EPD

A livello internazionale, i prodotti da costruzione dominano nettamente la classifica con 1.180 EPD registrate nel programma EPD International, distanziando nettamente tutti gli altri comparti. Al secondo posto si collocano food & beverages con 88 dichiarazioni, seguiti a notevole distanza da prodotti della carta e plastica con 17 EPD. Un quadro che riflette la crescente pressione normativa e di mercato sul comparto edilizio, sempre più orientato alla trasparenza ambientale e alla misurazione degli impatti lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. Anche nel contesto italiano il trend si conferma. I calcestruzzi guidano la classifica nazionale con 134 EPD, seguiti da cavi e fili con 58 dichiarazioni e da trasformatori con 55. Il podio racconta di un’industria manifatturiera e delle costruzioni che ha anticipato con maggiore decisione l’adozione di strumenti di trasparenza ambientale rispetto agli altri comparti.

FOTOVOLTAICO, 50 EPD IN ITALIA

A ridosso del podio italiano si posizionano i moduli fotovoltaici con 50 EPD, dato che Ollum segnala come meritevole di attenzione particolare. La crescita delle certificazioni ambientali nel comparto delle energie rinnovabili è interpretata come un segnale chiaro della crescente attenzione verso le tecnologie legate alla transizione energetica e della necessità — sempre più avvertita da produttori e committenti — di quantificarne gli impatti ambientali in modo trasparente e verificabile. Le EPD sono certificazioni ambientali volontarie che comunicano in modo trasparente gli impatti di un prodotto lungo il suo intero ciclo di vita, basandosi su studi di Life Cycle Assessment (LCA). Non tutte le EPD sono equivalenti: vengono pubblicate all’interno di sistemi gestiti da enti denominati Program Operator — come EPD International o EPD Italy — che definiscono le regole metodologiche tramite apposite Product Category Rules (PCR), verificano i dati e garantiscono la credibilità delle informazioni. Il percorso di ottenimento comprende la definizione del perimetro, la raccolta dati, lo sviluppo dello studio LCA, la verifica da parte di un ente terzo e la registrazione presso il Program Operator scelto.

NORMATIVE EUROPEE, CAM E PRESSIONE DI FILIERA SPINGONO L’ADOZIONE

La predominanza del settore edilizio nella diffusione delle EPD non è casuale. Normative europee, Criteri Ambientali Minimi (CAM), sistemi di certificazione degli edifici e richieste della filiera stanno rendendo le EPD uno strumento sempre più strategico per accedere al mercato e differenziare il proprio posizionamento competitivo. “Il fatto che l’edilizia sia il settore con più EPD non sorprende, ma il dato interessante è la velocità con cui altri comparti, come quello energetico, stanno recuperando terreno”, ha dichiarato Saverio Lapini, CEO e Co-founder di Ollum, sottolineando come misurare e comunicare gli impatti ambientali sia oggi “un vantaggio competitivo concreto” e non più una scelta facoltativa.

DIFFUSIONE SEMPRE PIÙ TRASVERSALE NEI PROSSIMI ANNI

L’analisi di Ollum indica che le EPD sono in via di consolidamento come standard di riferimento, in particolare nei settori più esposti a regolamentazione e pressione di mercato. Se oggi è l’edilizia a guidare questa transizione, i segnali provenienti dal comparto fotovoltaico e dall’healthcare suggeriscono una diffusione progressivamente trasversale degli strumenti di dichiarazione ambientale nei prossimi anni, con un numero crescente di filiere chiamate a rendere conto degli impatti dei propri prodotti lungo l’intero ciclo di vita.

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