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Legacoop Lombardia, affitti accessibili tra 450 e 500 euro al mese

Attilio Dadda, presidente di Legacoop Lombardia e Matteo Busnelli, coordinatore del Dipartimento Housing di Legacoop Lombardia

Legacoop Lombardia, affitti accessibili tra 450 e 500 euro al mese

Di Maria Elena Molteni
12 Marzo 2026

Rafforzare l’offerta di alloggi accessibili e dare una risposta concreta all’emergenza abitativa nelle aree urbane lombarde. È questo l’obiettivo della proposta promossa da Legacoop Lombardia, che sostiene a livello regionale il modello elaborato da Legacoop Abitanti per la realizzazione di nuove abitazioni di edilizia residenziale sociale.

Il progetto punta a realizzare alloggi, principalmente destinati alla locazione, con canoni mensili compresi indicativamente tra 450 e 500 euro, oppure con rate di mutuo che non superino il 30% del reddito familiare. L’obiettivo è mantenere il costo dell’abitare entro una soglia compatibile con la capacità di spesa delle famiglie, in particolare per lavoratori con redditi compresi tra 1.500 e 2.500 euro mensili.

Alla base dell’iniziativa un modello finanziario misto che combina risorse pubbliche, investimenti privati a rendimento limitato e strumenti europei. Il sistema prevede una struttura composta da tre pilastri: una quota di equity del 15% a carico dei soggetti privati limited profit – come le cooperative di abitanti – una quota del 30% di contributo pubblico diretto e indiretto, attraverso fondi a fondo perduto, garanzie o concessione di aree e diritti edificatori, e infine una componente di debito pari al 55%, sostenuta dai soggetti privati attraverso mutui di lunga durata messi a disposizione da istituzioni finanziarie europee con garanzia pubblica.

Secondo Matteo Busnelli, coordinatore del Dipartimento Housing di Legacoop Lombardia, il modello cooperativo può rappresentare uno strumento concreto per affrontare la crescente difficoltà di accesso alla casa. Busnelli sottolinea come l’emergenza abitativa richieda un rafforzamento strutturale delle politiche pubbliche e un aumento dell’offerta di alloggi in locazione a canoni realmente sostenibili. In questa prospettiva, l’abitare “abbordabile” non dovrebbe essere definito solo rispetto ai valori di mercato, ma in relazione alla reale capacità economica delle famiglie. La proposta della cooperazione di abitanti mira proprio a combinare risorse pubbliche e private in una prospettiva di lungo periodo, escludendo logiche speculative e mantenendo al centro l’accessibilità per giovani lavoratori, studenti, famiglie e anziani.

Anche Attilio Dadda, presidente di Legacoop Lombardia, evidenzia come il problema dell’accesso alla casa sia ormai una delle principali emergenze urbane. Nei quartieri storici di Milano e dell’area metropolitana, ricorda, la cooperazione di abitanti a proprietà indivisa gestisce già un patrimonio di circa 20.000 alloggi tra le cooperative aderenti. Si tratta di un modello consolidato che, in oltre un secolo di attività, ha dimostrato di poter offrire soluzioni stabili e sostenibili. L

La Regione Lombardia guarda con interesse all’iniziativa. L’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco ha ricordato che il programma Missione Lombardia ha già mobilitato oltre 1,5 miliardi di euro per le politiche abitative, con interventi destinati alla riqualificazione del patrimonio esistente e all’ampliamento dell’offerta di alloggi a canone calmierato. Un primo stanziamento regionale di 32,5 milioni di euro, che si aggiunge ai 18,5 milioni del bando 2024, è destinato a sostenere progetti promossi da imprese, cooperative, Comuni e Aler. L’obiettivo è ampliare il servizio abitativo non solo per le fasce più fragili, ma anche per quella parte della classe media e medio-bassa che oggi fatica a trovare soluzioni sul mercato privato. Il programma comprende inoltre residenze universitarie e alloggi destinati a categorie professionali essenziali per la vita delle città, come forze dell’ordine, vigili del fuoco, personale sanitario e operatori della giustizia.

La proposta di Legacoop Abitanti si inserisce in un quadro europeo più ampio. L’iniziativa è stata presentata a Roma durante l’incontro dedicato al confronto tra l’European Affordable Housing Plan e il Piano Casa italiano, con l’obiettivo di sfruttare la rimodulazione delle risorse della programmazione europea 2021-2027 per aprire una nuova fase delle politiche abitative. Secondo la proposta, almeno il 30% delle risorse riprogrammate – circa 1,2 miliardi di euro – potrebbe essere destinato a interventi di edilizia accessibile basati su questo schema finanziario, facendo leva anche sulla piattaforma paneuropea della European Investment Bank.

Un ruolo centrale sarebbe svolto proprio dagli strumenti di garanzia pubblica, indispensabili per consentire ai soggetti limited profit di accedere ai finanziamenti europei a lungo termine e a basso costo. Tra le leve possibili vi è l’estensione delle funzionalità del programma InvestEU ai progetti promossi da operatori privati con finalità sociali. Nel disegno delineato da Legacoop, l’intervento pubblico non dovrebbe limitarsi al finanziamento diretto ma includere anche strumenti amministrativi e urbanistici capaci di facilitare il recupero di beni pubblici inutilizzati e di promuovere nuovi modelli abitativi. Tra questi anche il coliving e il senior housing.

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