La rigenerazione urbana può produrre valore reale, misurabile e condiviso. È quanto emerge dal Report d’Impatto sociale, culturale e ambientale presentato questa mattina presso il campus urbano Monte Rosa 91, tra CityLife e lo stadio di San Siro, uno dei più rilevanti progetti di riqualificazione realizzati negli ultimi anni nel capoluogo lombardo. Il documento, realizzato da BNP Paribas Asset Management Alts (già AXA IM Alts) con il supporto metodologico di Deloitte, certifica che il progetto ha generato un ritorno sociale complessivo superiore all’investimento sostenuto, dimostrando come la rigenerazione urbana possa tradursi in benefici concreti per il territorio, la comunità e la città nel suo insieme.
La riqualificazione di oltre 80.000 metri quadrati, firmata da Renzo Piano Building Workshop, ha trasformato un complesso originariamente mono-tenant in un campus direzionale e culturale aperto e inclusivo, oggi animato da 17 tenant aziendali e frequentato quotidianamente da circa 2.500 persone. Un luogo che non si limita a ospitare uffici, ma che integra spazi di socialità, servizi e cultura, ridefinendo il rapporto tra lavoro e città.
Sul fronte ambientale, Monte Rosa 91 si caratterizza per un risparmio energetico del 30%, ottenuto grazie a interventi di efficientamento e all’utilizzo di fonti rinnovabili. Il progetto ha conseguito la certificazione LEED Gold for Core & Shell e ha ricevuto il THE PLAN Real Estate Award, confermandosi un benchmark in termini di sostenibilità e qualità architettonica. Cuore verde del complesso è il Parco della Luce, un’area pubblica di oltre 10.000 metri quadrati in cui sono stati preservati 90 alberi e introdotte più di 13.800 nuove piante, arbusti e specie vegetali, creando un’oasi di biodiversità urbana accessibile a tutti.
CULTURA LEVA PER LA TRASFORMAZIONE URBANA
Accanto alla dimensione ambientale, il Report mette in evidenza il ruolo centrale della cultura come leva di trasformazione urbana. In dodici mesi il palinsesto culturale del Parco della Luce ha ospitato 25 eventi, circa la metà gratuiti, coinvolgendo oltre 100 tra artisti, musicisti, performer e autori e attirando più di 3.400 partecipanti. A questi si aggiungono le attività della libreria Ubik, che ha organizzato 55 eventi letterari con oltre 2.300 presenze, contribuendo a fare di Monte Rosa 91 un nuovo punto di riferimento culturale per Milano.
Il campus si configura anche come ecosistema economico vivo e polifunzionale. Nel 2024 ha raggiunto la piena occupazione e ospita, oltre agli uffici, spazi di coworking, ristorazione, una palestra e un asilo nido. L’analisi SROI ha permesso di quantificare il valore sociale generato per l’insieme degli stakeholder, dai lavoratori alle aziende, fino alla comunità locale e alla città.
Monte Rosa 91 si distingue anche per l’attenzione all’inclusione e all’accessibilità. Gli spazi sono progettati per essere fruibili da tutti, mentre molte attività culturali sono gratuite o prevedono agevolazioni. La comunicazione bilingue e la forte presenza digitale, con una community online in costante crescita, rafforzano il ruolo del campus come piattaforma aperta e connessa.
“Monte Rosa 91 nasce con l’ambizione di essere più di un edificio”, ha spiegato Francesco Rovere, Senior Development Manager di BNP Paribas Asset Management. “Volevamo creare un luogo che mettesse al centro le persone, la cultura e il benessere. I risultati del Report confermano che questa visione si è tradotta in un impatto concreto, capace di migliorare la qualità della vita e di contribuire a una città più inclusiva e sostenibile”.
