Maggiore coordinamento multilivello e procedure più snelle, in grado di rendere attrattivi gli investimenti sostenibili senza rinunciare alla tutela dell’interesse pubblico. Questa è la principale esigenza emersa dal confronto tra istituzioni centrali e territoriali in occasione del convegno ‘Rigenerare per includere: il brownfield come motore di sviluppo urbano, ambientale e sociale’, promosso da GSE Italia e ospitato presso la Camera di Commercio di Roma, a un anno dal primo confronto avviato alla Triennale di Milano.
Il brownfield, è stato sottolineato, non rappresenta soltanto una scelta ambientale, ma una leva imprescindibile per migliorare la qualità della vita urbana, rafforzare l’attrattività economica delle città e favorire la coesione sociale. Il dibattito sul tema appare oggi più maturo e orientato a soluzioni strutturali e replicabili. “Oggi vediamo i frutti di un lavoro di affiancamento alle istituzioni che abbiamo portato avanti con Assoimmobiliare valorizzando le istanze di un settore, quello della logistica, che vale il 10% del PIL e dà lavoro a 1,6 milioni di persone”, ha affermato Antonio Guarascio, Managing Director di Confluence – GSE. Guarascio ha sottolineato la necessità di meccanismi di incentivazione economica che compensino in modo sistematico i costi di bonifica, rendendo di fatto paritetico costruire su aree greenfield o brownfield, insieme a un percorso di semplificazione normativa e di unificazione dei regolamenti a livello nazionale.
Erica Mazzetti, VIII Commissione Ambiente e responsabile nazionale lavori pubblici di Forza Italia, che ha richiamato la necessità di una rigenerazione urbana “onnicomprensiva”, sostenuta da un quadro normativo uniforme e chiaro, capace di integrare edilizia e urbanistica e di rafforzare la collaborazione pubblico-privato.
Particolare attenzione è stata dedicata al punto di vista dei territori e delle comunità locali. In contesti urbani complessi come quello romano, la rigenerazione dei brownfield è stata indicata come una risposta concreta ai fenomeni di marginalità e degrado. In questo quadro si inserisce anche l’esperienza della Regione Lazio. “La LR 12/2025 segna una svolta nel governo della rigenerazione urbana”, ha osservato Micol Grasselli, consigliera regionale, evidenziando come la legge punti a semplificare le procedure, ridurre i tempi autorizzativi e rafforzare il ruolo dei Comuni, trasformando la rigenerazione urbana in una politica pubblica orientata all’interesse generale.
Il confronto è stato arricchito dalla presentazione del progetto di rigenerazione delle ex Officine Romanazzi a Tor Cervara, a Roma, come modello replicabile di intervento brownfield. L’operazione prevede il recupero di oltre 32 mila metri quadrati di area dismessa, già oggetto di demolizione e bonifica, con la realizzazione di una piattaforma logistica moderna e sostenibile commissionata da Prologis, caratterizzata da una riduzione della cubatura rispetto all’edificio preesistente.
Un esempio di come la logistica possa svolgere un ruolo attivo nei processi di rigenerazione urbana, contribuendo al rilancio economico dei territori, alla creazione di occupazione e alla restituzione di valore alle comunità locali. “Tor Cervara è un importante progetto di rigenerazione di un’area strategica dal punto di vista logistico nel tessuto urbano della Capitale”, ha dichiarato Giulio della Torre, Head of Logistics di Gse Italia, sottolineando la valenza ambientale, operativa e sociale dell’intervento.
