Nel 2025 sono state 74.625 le unità immobiliari oggetto di asta in Italia, pari a circa 204 immobili al giorno e 8 all’ora, in diminuzione del 4,9% rispetto al 2024 e del 18% rispetto al picco del 2023. È quanto emerge dall’analisi di RINA Prime, basata su big data proprietari e su fonti ufficiali del Ministero della Giustizia, Associazione T6, Nomisma e Cerved. Il controvalore complessivo dei lotti a base d’asta ha raggiunto 11,26 miliardi di euro, con offerte minime per 8,44 miliardi, evidenziando uno sconto implicito significativo rispetto ai valori iniziali e confermando il ruolo delle aste come segmento strutturale del mercato immobiliare italiano, soprattutto in una fase di normalizzazione post-shock inflattivo e rialzo dei tassi.
“Il 2025 registra 55.018 lotti in esecuzione immobiliare, con un prezzo base complessivo di oltre 7 miliardi di euro. Le offerte minime, pari a 5,3 miliardi, rappresentano il 75% del valore base. Il confronto con i valori iniziali dei beni stimati in perizia rivela un dato strutturale: la perdita di valore cumulata supera i 10 miliardi di euro, effetto diretto dei tentativi di vendita reiterati e della lunga permanenza degli immobili nel circuito giudiziario. L’anzianità delle procedure resta infatti uno dei nodi più critici: il 32,89% dei lotti deriva da fascicoli avviati prima del 2020 mentre 1.188 procedure risultano addirittura precedenti al 2000” precisa Massimiliano Miceli, responsabile centro studi di RINA Prime.
A livello regionale, la Lombardia si conferma al primo posto per numero di lotti in asta con 9.664 unità, seguita dalla Sicilia (8.491) e dal Lazio (6.290). Seguono Marche, Toscana e Campania, mentre il Piemonte risale all’undicesimo al settimo posto, segnale di una crescente emersione del segmento giudiziario anche nel Nord-Ovest. A livello provinciale, Roma resta la provincia con il maggior numero di lotti, seguita da Cosenza e Perugia, una classifica che riflette la dimensione del mercato romano e il peso delle procedure esecutive nel Centro-Sud.
RESIDENZIALE AL 51,39% MA CRESCE PESO ALTRI ASSET
Solo il 51,39% delle unità immobiliari all’asta è riconducibile alla categoria residenziale, mentre la restante quota riguarda asset produttivi, commerciali, logistici e terreni. Il dato conferma come il mercato delle aste non sia più un fenomeno esclusivamente abitativo, ma un segmento rilevante anche per il corporate real estate e gli asset distressed.
Nel dettaglio delle tipologie procedurali, il 2025 registra una contrazione delle procedure esecutive del 2,2%, con 55.018 lotti, un calo più contenuto rispetto alla forte flessione del 2024 sul 2023. Il prezzo base complessivo per queste procedure è stato pari a 7,07 miliardi di euro, con offerte minime per 5,30 miliardi, pari a circa il 75% del prezzo base, evidenziando la persistente dinamica di sconto nelle vendite giudiziarie.
In controtendenza, le procedure concorsuali crescono del 4,06%, sebbene a un ritmo più moderato rispetto al +20,1% registrato nel 2024, segnalando una maggiore emersione di asset legati a crisi d’impresa e ristrutturazioni societarie. Le cause civili calano dell’1,86%, dopo la stabilità dell’anno precedente.
