Il 2025 segna un nuovo massimo storico per il commercial real estate italiano, che chiude l’anno con 13,5 miliardi di euro di investimenti, in crescita del 36% rispetto al 2024 e oltre il precedente record del 2019 (12,6 miliardi). A trainare il risultato è stato un quarto trimestre particolarmente solido, con oltre 4,3 miliardi di euro, in aumento del 22% su base annua.
Secondo i dati di CBRE Italy Research, un contributo determinante è arrivato dai mercati regionali, ovvero le transazioni al di fuori di Milano e Roma, che hanno registrato una crescita dell’81% rispetto al 2024, per un totale di 8,7 miliardi di euro. Il ritorno degli investimenti core – pari al 40% dei volumi – e il peso dei capitali privati (20% degli investimenti complessivi) hanno ulteriormente sostenuto la performance del mercato, insieme a un miglior accesso al debito favorito dall’aumento dei lender attivi.
Retail leader tra le asset class
Il Retail si conferma la prima asset class del 2025 per volumi di investimento, con circa 4 miliardi di euro e una crescita del 49% su base annua. Il segmento beneficia dell’aumento della disponibilità di debito, in particolare nel comparto out-of-town, dove si concentrano sia grandi operazioni su asset prime e good secondary da parte di investitori core+, sia deal di dimensione più contenuta con approccio opportunistico. Rimane elevato l’interesse per le high street più prestigiose, soprattutto da parte di investitori privati e retailer.
Hotels: secondo miglior risultato di sempre
Il comparto Hotel chiude il 2025 con 2,26 miliardi di euro di investimenti, in crescita del 7% sul 2024, registrando il secondo miglior risultato storico. L’attività value-add resta predominante, rappresentando circa l’80% dei volumi, con focus su immobili da riconvertire o strutture da riposizionare. Parallelamente cresce l’interesse per asset stabilizzati, aprendo prospettive positive per investitori core nel 2026. Solida la domanda per location prime di fascia alta, mentre aumenta l’attenzione verso città secondarie, sostenute dalla ripresa del business travel europeo legato al settore MICE.
Logistica in ripresa, Office in transizione
Dopo una fase di assestamento, il settore Industrial & Logistics torna a crescere, chiudendo il 2025 con 2,13 miliardi di euro di investimenti (+30%). Il ritorno dei capitali core, supportato da nuove attività di fundraising, è accompagnato da una forte selettività sulle location. Le operazioni value-add si concentrano soprattutto su brownfield, mentre lo sviluppo greenfield nei mercati secondari resta limitato.
Office accelera nell’ultimo quarter
Il comparto Office registra investimenti per 1,7 miliardi di euro, in calo del 18% su base annua, ma con una decisa accelerazione nell’ultimo trimestre (+13%). Il rinnovato interesse degli investitori istituzionali, family office e capitali privati segnala un miglioramento della fiducia nei fondamentali degli uffici in location prime. Le prospettive per il 2026 indicano un progressivo recupero dei volumi.
Living e Alternative in forte crescita
Il settore Living raggiunge un nuovo record con 1,3 miliardi di euro di investimenti (+78%), trainato dallo Student Housing, che continua ad attrarre capitali grazie a operazioni value-add e forward purchase su progetti a basso rischio urbanistico. Bene anche le asset class Alternative, che totalizzano 1,5 miliardi di euro, spinte in particolare dal settore Healthcare e dall’interesse crescente per i Data Centre, sostenuti dalla bassa vacancy del mercato italiano.
“In base ai dati e ai trend osservati, il commercial real estate italiano sta entrando in una nuova fase, caratterizzata da una maggiore diversificazione degli investimenti per asset class e location”, commenta Silvia Gandellini, Head of Capital Markets Italy di CBRE. “I volumi record del 2025 confermano la resilienza del mercato e le prospettive per il 2026 restano molto positive, grazie a una pipeline solida e a fondamentali in crescita”.
