Milano ha 390 nuove abitazioni pronte a partire ma ferme da mesi in attesa di atti attuativi comunali. Di queste, 200 sono in edilizia libera, con valori compresi tra 3.400 e 3.800 euro al metro quadro. È questo il dato al centro dell’intervento con cui il Consorzio Cooperative Lavoratori (CCL) ha lanciato oggi un appello pubblico al Comune, chiedendo di sbloccare i processi edilizi e di riattivare la filiera della produzione di case a prezzi accessibili.
“Se non riparte la produzione edilizia, Milano non potrà superare la propria crisi abitativa”, ha dichiarato il presidente Alessandro Maggioni, sottolineando come i rallentamenti amministrativi stiano colpendo soprattutto le fasce più esposte: giovani lavoratori, famiglie, personale dei servizi essenziali. “La cooperazione abitativa non è un soggetto residuale del terzo settore, ma un attore di mercato che genera valore economico, risposte sociali e redistribuzione di benessere. Per questo è fondamentale riconoscere il suo ruolo e permetterle di operare”.
La denuncia arriva in una fase di forte pressione sul mercato immobiliare milanese. L’offerta di abitazioni accessibili è sempre più ridotta, mentre i tempi dei procedimenti urbanistici si allungano, incidendo sulla disponibilità di nuovi alloggi.
Secondo CCL, l’attesa degli atti attuativi sta già producendo un impatto reale sul mercato, impedendo di immettere nuove abitazioni – sia cooperative sia in edilizia libera – in aree dove la domanda è particolarmente elevata. Un ritardo che rischia di amplificare la forbice tra redditi e prezzi delle case.
Maggioni ha rimarcato la necessità di una nuova visione istituzionale verso il settore: “È tempo di riconoscere che la cooperazione abitativa non è solo un soggetto sociale, ma un modello imprenditoriale che ha costruito pezzi importanti della città. E continua a farlo. Milano ha bisogno di strumenti amministrativi agili, che facilitino la produzione di case di qualità”.
All’incontro è intervenuta la vicesindaca Anna Scavuzzo, che ha posto l’attenzione sul ruolo di responsabilità condivisa: “Il cambiamento è parte della natura delle città. Milano deve costruire valore per l’intera comunità, non soltanto per chi investe capitale iniziale. Gli strumenti del passato non bastano più”. L’appello di CCL si inserisce in un dibattito ormai centrale nella politica urbana: come garantire un’offerta abitativa sufficiente, sostenibile e accessibile in una città che continua ad attrarre lavoro, investimenti e popolazione, ma che fatica a contenere i prezzi.
