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Casa, il 39% degli italiani la ristrutturerà entro i prossimi 12 mesi

Casa, il 39% degli italiani la ristrutturerà entro i prossimi 12 mesi

Di Tobia Zanotti
10 Dicembre 2025

Grandi lavori in vista per i possessori di casa in Italia. A certificarlo, i risultati dell’indagine condotta da Humans&Data Insight con Ipsos per Harley&Dikkinson pensata per monitorare comportamenti, aspettative e propensioni degli italiani rispetto alla ristrutturazione nei prossimi 12 mesi. Ebbene, secondo quanto emerso dal sondaggio, il 57% del campione ha ristrutturato la propria abitazione nell’ultimo anno o prevede di farlo nei prossimi 12 mesi (il 2% ha dato più di una risposta considerando anche la seconda casa). Il 18% ha effettuato interventi in passato, mentre il 39% dichiara di avere in programma lavori nell’anno a venire, con una prevalenza di interventi sulla prima casa. Le informazioni di dettaglio confermano questa tendenza: il 14% ha ristrutturato la prima casa nell’ultimo anno e il 4% la seconda casa, mentre il 30% prevede di intervenire sulla prima casa nei prossimi 12 mesi, a cui si aggiunge un 9% intenzionato a riqualificare la seconda casa.

Resta invece stabile un 45% che non ha ristrutturato nell’ultimo anno e non intende farlo nel prossimo: una scelta che potrebbe rivelarsi penalizzante alla luce degli obiettivi di efficientamento fissati dalle direttive europee, pur considerando la possibilità che una parte di questo segmento abbia già beneficiato degli incentivi del Superbonus negli anni precedenti.

“Le direttive europee ci indicano un percorso preciso verso edifici a zero emissioni entro il 2050, e muoversi ora significa arrivare preparati ai nuovi standard; per questo abbiamo commissionato questa ricerca a Humans&Data”, ha dichiarato Alessandro Ponti, presidente di Harley&Dikkinson. “Gli incentivi oggi disponibili non sono solo un beneficio economico, ma una leva strategica per ridurre i consumi, abbassare le bollette e migliorare il comfort abitativo. Gli italiani lo stanno comprendendo e stanno orientando sempre più le proprie scelte verso interventi di riqualificazione che aumentano il valore delle loro case e, soprattutto, la qualità della vita delle loro famiglie”.

Le analisi territoriali evidenziano una maggiore incidenza degli interventi effettuati nel sud e nelle isole, mentre l’intenzione di ristrutturare nei prossimi 12 mesi è più diffusa tra gli uomini, tra chi risiede nel centro e nel sud/isole, e in particolare nei centri urbani tra 30.000 e 100.000 abitanti. Al contrario, la mancata intenzione di riqualificare nei prossimi mesi è maggiormente concentrata nel nord-est.

Ma come scegliere l’impresa di ristrutturazione? La maggioranza degli italiani si affida a relazioni fiduciarie: il 47% degli intervistati ha infatti individuato l’azienda a cui affidarsi attraverso il passaparola. Seguono la ricerca online con il 35%, la televisione con il 15%, e a ruota i canali social con l’11%, mentre newsletter, stampa e cartellonistica ricoprono ruoli più marginali. 

“Social, Tv, newsletter e cartellonistica risultano più efficaci nei centri tra i 30.000 e i 100.000 abitanti, con una maggiore incidenza della Tv anche nei comuni oltre i 100.000 abitanti”, spiegano gli esperti di Ipsos secondo cui le newsletter funzionano meglio tra i residenti del sud e delle isole, mentre la stampa nel nord-ovest.

Spostandosi dai canali ai criteri effettivi di valutazione, emergono priorità nette nelle logiche di scelta dell’impresa. Al primo posto si conferma il rapporto qualità/prezzo con il 21%, seguito dalla trasparenza e garanzia dei costi al 20% e dalla reputazione dell’impresa – validata da recensioni positive – al 19%. A seguire, la garanzia del risultato pesa per il 14%, le garanzie sui tempi per il 9%, la segnalazione dell’architetto o progettista per il 7%, la formula pacchetto completo per il 6%, e infine la presenza di showroom per il 4%. Le elaborazioni successive mostrano che nel Nord Est e nel Centro Italia si dà una rilevanza maggiore alla reputazione dell’impresa, mentre tra gli intervistati di età compresa tra i 46 e i 55 anni cresce la sensibilità verso il rispetto delle tempistiche.

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