Il Comune di Milano prova a mettere ordine nei procedimenti edilizi finiti sotto indagine e introduce nuovi criteri per qualificare gli interventi di demolizione e ricostruzione. Con la delibera n. 1409 del 13 novembre 2025, la Giunta comunale ha approvato un insieme di “misure rimediali” destinate ai progetti già ultimati o in corso di realizzazione, ma coinvolti in procedimenti penali per presunti vizi nei titoli edilizi rilasciati.
“L’obiettivo è duplice”, spiegano dallo Studio BLV Belvedere&Partners: “sanare i passaggi amministrativi che, secondo le ipotesi accusatorie, sarebbero mancati e, al tempo stesso, uniformare l’azione degli uffici a criteri interpretativi più chiari, soprattutto sul fronte – da sempre complesso – della demoricostruzione”
I PROCEDIMENTI EX POST, COSA CAMBIA
La delibera incarica la Direzione Specialistica Attuazione Diretta PGT e SUE e le Aree di Pianificazione Attuativa di avviare, su richiesta dei soggetti interessati, nuovi procedimenti per verificare ex post la conformità degli interventi ai criteri già indicati dalla precedente delibera di Giunta 552/2025 e dalle relative determinazioni dirigenziali. “In concreto, sarà possibile integrare procedimenti già conclusi adottando oggi quegli atti amministrativi che – secondo le contestazioni – non sarebbero stati approvati a suo tempo: dai piani attuativi alle convenzioni di Giunta, fino al rilascio dei permessi di costruire convenzionati. Gli uffici dovranno però ‘salvare’ tutti gli elementi istruttori già presenti, evitando duplicazioni e rifacimenti non necessari”, sottolineano gli esperti dello studio legale e tributario.
‘DEMORICORSTRUZIONE’, MILANO SI ALLINEA A GIURISPRUDENZA RECENTE
La seconda parte della delibera “riguarda gli interventi di demolizione e ricostruzione, tema su cui la giurisprudenza amministrativa continua a essere oscillante. Per evitare interpretazioni divergenti, l’Amministrazione ha deciso di adottare una linea prudenziale e di uniformarsi alla recente sentenza del Consiglio di Stato, Sezione II, n. 8542 del 4 novembre 2025. Secondo questo orientamento, un intervento di demoricostruzione – sottolineano i professionisti – può essere considerato ristrutturazione edilizia solo se rispetta precisi requisiti: unicità dell’immobile coinvolto; contestualità tra demolizione e ricostruzione, pur ammettendo la possibilità di ricostruire edifici crollati o demoliti in un momento successivo, purché sia dimostrata con atti ufficiali la volumetria preesistente; assenza di trasformazioni del territorio ulteriori rispetto a quelle già prodotte dall’edificio originario. Queste statuizioni – precisa Palazzo Marino – prevalgono ora sulle precedenti ‘Disposizioni di Servizio interne’, diventando il riferimento principale per tutti i procedimenti futuri”.
In definitiva, “con questa delibera, la Giunta cerca di riportare certezze in un settore che negli ultimi mesi è stato segnato da inchieste, sospensioni di cantieri e dubbi interpretativi. La possibilità di colmare eventuali vuoti procedurali riduce il rischio di contenziosi, mentre l’allineamento alle più recenti indicazioni del Consiglio di Stato punta a uniformare la pratica amministrativa e a ridurre le discrezionalità”.
