E’ ancora l’americana Aspen a guidare la classifica mondiale delle località sciistiche più care dove acquistare una abitazione. Lo rivela l’ultima edizione del Savills Ski Resilience Index secondo cui nell’ultimo anno l’Italia ha consolidato il proprio ruolo tra le mete alpine più attrattive con Cortina d’Ampezzo seguita da Breuil-Cervinia, Alta Badia e Val Gardena.
“Nel corso degli ultimi vent’anni, i prezzi medi delle proprietà prime sono aumentati del 150%, un dato che fotografa con precisione la solidità di un segmento che continua ad attrarre capitali globali, ma che vede l’Italia giocare un ruolo sempre più centrale”, si legge nel report di Savills.
La Svizzera, in particolare, si è confermata essere il mercato più stabile, con una crescita del 7% nell’ultimo anno e del 20% su 5 anni. Gli Stati Uniti sono invece risultati il mercato più performante sul lungo periodo, con un aumento dei prezzi del 228% in vent’anni. La Francia ha registrato un’accelerazione significativa su orizzonti di medio e lungo periodo, mentre l’Austria ha risentito di alcune difficoltà: i valori hanno registrato un calo dell’11% nell’ultimo anno e del 7% a 5 anni, pur mantenendo un incremento del 34% a dieci anni e del 95% su venti anni, in linea con la media di lungo periodo.
Il segmento ultra-prime vede ancora una volta Aspen al vertice globale con 68.900 euro al metro quadro, ma anche in questo caso l’Italia è riuscita a distinguersi grazie alla combinazione tra attrattività residenziale, fiscalità competitiva e posizionamento. In parallelo, la crescente attenzione di investitori internazionali verso località italiane è alimentata da un mix di elementi: qualità della vita, privacy, infrastrutture sportive e culturali e forte identità territoriale.
“Il mercato immobiliare prime nelle località sciistiche italiane continua a crescere, alimentato da una domanda che supera l’offerta disponibile” sottolinea Danilo Orlando, head of residential di Savills Italia. “Le sfide legate al clima e alla sostenibilità stanno ridefinendo le strategie di investimento, ma il fascino della montagna e l’interesse per proprietà fruibili tutto l’anno, in destinazioni accessibili e dotate di adeguate infrastrutture, restano fortissimi. Oggi, gli acquirenti di queste proprietà sono principalmente alla ricerca di uno stile di vita che li rappresenti, comfort elevato ed esclusività e sono disposti a pagare un prezzo superiore per ottenerli”.
Trainata dall’effetto visibilità delle Olimpiadi invernali del 2026, Cortina d’Ampezzo è emersa come una delle località più dinamiche e strategiche dell’intero panorama alpino. Con un prezzo medio prime pari a 15.900 euro al metro quadro, in aumento del 7% su base annua, la cittadina dolomitica si è confermata la destinazione italiana più costosa.
Oltre Cortina, il ruolo italiano si è rafforzata anche grazie alle performance di Breuil-Cervinia, Alta Badia e Val Gardena. Breuil-Cervinia, in particolare, rappresenta un caso emblematico: con un valore prime di 11.000 euro al metro quadro e un posizionamento al 30° posto nella classifica internazionale, la località valdostana conferma la propria solidità non solo dal punto di vista immobiliare ma anche da quello climatico. È infatti al 5° posto globale nel Savills Ski Resilience Index, grazie all’altitudine elevata e al terreno glaciale, fattori sempre più determinanti in un contesto segnato da stagioni caratterizzate da innevamento irregolare e crescente variabilità climatica.
