Il settore delle costruzioni continua a trainare l’economia italiana. Nel primo semestre del 2025 il valore aggiunto generato dal comparto – ovvero il suo contributo al pil nazionale – è cresciuto del 3% rispetto allo stesso periodo del 2024, il dato più alto tra tutti i comparti industriali del Paese. Un segnale di fiducia che trova conferma anche tra gli operatori presenti alla seconda giornata di Saie Bari, la fiera delle costruzioni dedicata a progettazione, edilizia e impianti.
In base ai dati dell’Osservatorio presentato in occasione dell’evento fieristico e realizzato in collaborazione con Nomisma, il 43% delle imprese del mondo delle costruzioni prevede una crescita del fatturato nel 2025 e oltre la metà (53%) dichiara un livello di fiducia alto o molto alto, con picchi del 71% nelle aziende del centro Italia. I più ottimisti si sono detti fiduciosi nella gestione dei costi delle materie prime e nelle prospettive del mercato immobiliare, mentre i più prudenti guardano con preoccupazione alla fine dei bonus edilizi e all’incertezza normativa.
Le principali criticità individuate dalle imprese riguardano la burocrazia (63%) e la carenza di personale qualificato (55%), cui si aggiunge la pressione competitiva legata ai nuovi dazi e alle politiche sui prezzi, ritenute problematiche dal 60% del campione. Nonostante ciò, il 61% delle aziende considera il proprio portafoglio ordini adeguato e continua a pianificare nuovi investimenti.
Sul fronte occupazionale, il comparto mantiene un trend positivo: 2 imprese su 5 prevedono nuove assunzioni entro fine anno. Tuttavia, la difficoltà nel reperire profili qualificati resta elevata, in particolare per operai specializzati (65%), ingegneri (44%) e manager (40%). Le cause principali sono la scarsità di candidati adeguati, il disallineamento delle competenze e la limitata disponibilità locale. Per reagire, le aziende investono in formazione interna (50%), riorganizzano le attività (67%) e avviano collaborazioni con scuole ed enti formativi (16%).
Sul piano tecnologico, il processo di digitalizzazione appare ancora in ritardo: il 72% delle imprese ritiene che la filiera sia frenata da burocrazia e vincoli normativi. Nonostante questo, il 78% delle aziende dichiara di investire nella formazione digitale, percentuale che sale all’82% tra le società di progettazione. Gli investimenti in innovazione, evidenzia l’indagine, migliorano l’efficienza operativa e riducono i costi (65%), garantendo maggiore controllo dei processi (41%) e competitività (34%). L’adozione di sistemi costruttivi avanzati consente inoltre di ridurre i tempi di cantiere e aumentare la precisione progettuale, mentre chi resta indietro rischia di subire ritardi e inefficienze.
“Le imprese del settore stanno dimostrando una notevole capacità di adattamento e una crescente propensione all’innovazione”, spiega Emilio Bianchi, direttore generale di Saie. “In un contesto che resta sfidante, anche per la difficoltà di reperire manodopera qualificata, la filiera delle costruzioni si distingue per dinamismo e visione strategica. Saie è il luogo dove questa evoluzione prende forma, grazie all’incontro tra tecnologie, competenze e professionisti che stanno costruendo il futuro del settore”.
