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Casa, 3,1 mln di famiglie vorrebbero comprarla nei prossimi 12 mesi

Luca Dondi, amministratore delegato di Nomisma

Residenziale, forte crescita delle compravendite e dei mutui nel 2025

Di Tobia Zanotti
22 Ottobre 2025

Residenziale con il vento in poppa in Italia. Nel terzo trimestre del 2025, la politica monetaria espansiva della Bce, con tassi ridotti al 2,15% e inflazione stabile all’1,6%, ha rafforzato la fiducia nel mattone, confermandolo come bene rifugio per eccellenza. In questo contesto, le compravendite hanno continuato la loro corsa, trainate soprattutto dai mutui ipotecari: le operazioni sostenute da credito sono cresciute del +32,8% nel primo trimestre e del +19,9% nel secondo, mentre gli acquisti cash hanno segnato una lieve flessione. È quanto evidenziato dagli esperti del dipartimento research & data intelligence di Patrigest (Gruppo Gabetti).

“Nonostante la maggior propensione delle nuove generazioni verso l’affitto, l’interesse verso la proprietà non è diminuito in modo strutturale, ma varia in base alla facilità di accesso al credito. I tassi di interesse e la disponibilità delle banche a concedere mutui risultano determinanti: la ripresa delle compravendite è infatti legata all’aumento dei finanziamenti”, spiega Luca Dondi dall’Orologio, amministratore delegato di Patrigest. “Se negli ultimi anni si è assistito a un calo degli acquisti finanziati tramite mutuo, e il mercato è stato sostenuto soprattutto grazie ai mezzi propri delle famiglie, oggi la ripresa è trainata dal credito bancario. Il settore immobiliare dipende, infatti, fortemente dalle dinamiche finanziarie, in un contesto in cui il potere d’acquisto delle famiglie italiane rimane debole”.

Secondo i dati di Monety, società creditizia del Gruppo Gabetti, nel terzo trimestre del 2025 l’importo medio dei mutui richiesti per acquisto casa sale a 141.500 euro, in aumento costante rispetto agli anni precedenti. Le richieste si sono concentrate sempre più nelle fasce superiori ai 100.000 euro, mentre la durata prevalente dei finanziamenti è tra i 25 e i 30 anni (63,2% delle richieste). Quasi totale il predominio dei mutui a tasso fisso, passati dal 75,2% del 2023 al 98,8% nel 2025, segno della ricerca di stabilità da parte delle famiglie.

“La crescita dei prezzi delle abitazioni, unita alla stagnazione dei salari e all’inflazione, rende il ricorso al credito indispensabile per molte famiglie che vogliono acquistare casa. Questa tendenza non sembra destinata a cambiare a breve, soprattutto se i prezzi continueranno a salire. Anche piccoli aumenti compromettono infatti l’accessibilità del mercato, costringendo molte famiglie a scegliere abitazioni più piccole o in zone meno desiderate”, aggiunge Antonio Ferrara, amministratore delegato di Monety.

Nel complesso, il mercato residenziale ha registrato un incremento del 9,5% nel primo semestre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, con un +6,9% nei dieci principali mercati urbani. Resta tuttavia forte il disallineamento tra domanda e offerta: gli acquirenti privilegiano trilocali e bilocali, mentre sul mercato prevalgono immobili di taglio medio-grande.

“Il numero di transazioni residenziali è atteso in crescita sia per il 2025 sia per il 2026, con un incremento che conferma il recupero avviato nel 2024. Le previsioni indicano un consolidamento su livelli pre-pandemici, sostenuto da una progressiva stabilizzazione del mercato e da una domanda residenziale ancora dinamica nei principali centri urbani”, sottolinea Dondi.

Sul fronte dei prezzi, dopo il rallentamento del biennio 2023-2024, le intenzioni di acquisto sono tornate a salire: dal 2,2% nel primo trimestre 2025 al 3,8% nel terzo. A fine anno è atteso un aumento medio dell’1,8%, con successiva stabilizzazione nel 2026 (+0,5%). Il prezzo medio richiesto a livello nazionale si attesta su 1.705 euro/mq, mentre la superficie media delle abitazioni cresce a 108 mq.

Nel segmento delle nuove costruzioni, il Nord Italia concentra la maggior parte dei cantieri, mentre il trilocale si conferma la tipologia più richiesta (41,5%), seguito dal bilocale (27,3%), per il quale si è registrata una domanda superiore all’offerta. Le compravendite di nuove abitazioni hanno mostrato invece un calo nelle principali città: -47% a Firenze e -31% a Milano, con Roma che si è confermata primo mercato per numero di transazioni (1.318 unità). Attività significativa anche a Genova, grazie a operazioni di rigenerazione urbana come il Waterfront, e a Palermo.

Sul mercato delle locazioni, la crescita è rallentata dopo il boom degli ultimi anni: nel 2024 i nuovi contratti sono aumentati del 2,3% rispetto al 2023, e nel primo semestre 2025 del +1,2% su base annua. Dopo un biennio di forti rialzi, i canoni nelle principali città mostrano un primo segnale di assestamento (-1,8% nel terzo trimestre).

“Il mercato della locazione non rappresenta un’alternativa valida: resta marginale per la scarsa offerta e per la riluttanza dei proprietari privati a stipulare contratti stabili, mentre gli investitori istituzionali si muovono cautamente verso il residenziale. Ciò limita le possibilità di accesso alla casa con formule diverse dalla proprietà. La carenza di offerta e la spinta delle locazioni brevi hanno fatto salire gli affitti nelle grandi città a livelli spesso insostenibili, anche se si intravedono i primi segnali di una possibile correzione”, prosegue Dondi.

Sul fronte degli investimenti, nei primi nove mesi del 2025 il volume complessivo ha raggiunto 7,7 miliardi di euro (+16,7% rispetto al 2024), con il comparto living in crescita del 14% e un peso del 6% sul totale, pari a circa 450 milioni di euro.

“Il mercato immobiliare italiano continua a mostrare una forte vitalità e profonde trasformazioni, sia nel segmento delle nuove costruzioni sia in quello delle locazioni. La polarizzazione tra Nord e Sud rimane evidente, mentre le nuove tendenze abitative riflettono esigenze di flessibilità e maggiore accessibilità economica”, Conclude Dondi. “Guardando al futuro, sarà fondamentale promuovere politiche di riqualificazione urbana e incentivare formule abitative innovative, per garantire maggiore accessibilità e sostenibilità all’intero comparto. Solo così si potrà favorire una crescita equilibrata e rispondere alle nuove esigenze abitative degli italiani”.

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