Bologna scavalca Milano e diventa la città più smart d’Italia. E’ questo il risultato chiave del City Vision Score 2025, l’indice, curato da Blum e Prokalos, che misura su una scala da 10 a 100 il grado di intelligenza di tutti i 7.896 comuni italiani. Alle spalle di Bologna, secondo la classifica 2025, ci sarebbe Villa Lagarina (TRrento), seguita da Imola (Bologna), Spormaggiore (Trento) e Carpi (Modena).
Il sorpasso di Bologna su Milano (che conta comunque sul terzo posto tra i comuni capoluogo), racconta una competizione sempre più orientata agli esiti: la città emiliana primeggia perché tiene insieme smart economy e mobilità sostenibile, con governance della domanda, integrazione modale e servizi affidabili. Lo Score premia la coerenza tra progettazione e risultati percepiti dai cittadini.
Il City Vision score 2025 ha fotografato anche quest’anno un divario nord-sud marcato: non si tratta soltanto di una distanza nei punteggi, ma dell’effetto cumulativo di dotazioni infrastrutturali, continuità degli investimenti e capacità amministrativa. All’interno di questo quadro, però, emergono nicchie di eccellenza in territori periferici e in piccoli comuni, dove reti tra amministrazioni, servizi di prossimità e filiere locali trasformano l’innovazione in risultati misurabili. È il caso della Sardegna, che nella classifica dei migliori borghi del Sud occupa tutte le prime 4 posizioni con Masullas (Oristano), Siligo (Sassari), Fordongianus (Oristano) e Villaurbana (Oristano).
La novità dell’anno è la crescita del Centro Italia: i comuni della macroarea presenti nelle prime 200 posizioni raddoppiano da 10 a 23, grazie al primato della Toscana e delle Marche che con Bagno a Ripoli (FI) al 16esimo posto e Visso (MC) al 90esimo si confermano le Regioni più virtuose della macroarea. Si ridisegna anche l’effetto trascinamento dei grandi poli: il raggio medio d’influenza scende da 50 a 40 chilometri e si rafforzano i progetti intercomunali, l’interoperabilità dei dati e i servizi di rete. La maggiore diversificazione della parte alta della classifica – con 9 regioni e 24 province nelle prime 100 posizioni – indica come i modelli di smartness si stiano adattando ai contesti locali; contano l’aderenza alle vocazioni territoriali e l’integrazione tra tecnologie e servizi di prossimità.
“Il quadro che emerge da questa edizione racconta una trasformazione che si fa sempre più capillare”, spiega Domenico Lanzilotta, direttore di City Vision. “Le città non competono solo sulla quantità di tecnologia adottata, ma sulla capacità di tradurre l’innovazione in qualità della vita, inclusione e sostenibilità. È un segnale importante: l’intelligenza urbana non è un traguardo, ma un processo collettivo che richiede metodo, continuità e collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini. In questo scenario, anche i piccoli comuni stanno dimostrando che è possibile attivare percorsi virtuosi, sfruttando reti, alleanze e progettualità condivise”.
Nei capoluoghi la concentrazione della smartness è ancora più evidente e anche qui il nord si conferma l’ecosistema più maturo. La top ten è guidata da Bologna, seguita da Trento e Milano; quindi Ferrara e Firenze, poi Treviso, Parma, Pordenone, Padova e Monza a chiudere la decina. In totale sono rappresentate 6 regioni, il doppio rispetto all’anno precedente (Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Toscana, Veneto e Friuli-Venezia Giulia) a testimonianza di una leadership prevalentemente nordorientale, con contributi significativi lombardi e toscani. Il Sud e le Isole restano indietro, confermando il divario presente nella classifica generale: nessun capoluogo entra tra i primi cinquanta; i migliori, L’Aquila, Teramo e Cagliari, si posizionano tra la 53esima e la 68esima posizione.
Tra i grandi oltre 100.000 abitanti Bologna è prima e precede Trento, Milano, Ferrara e Parma; nel Centro comandano Firenze e Prato con Roma in risalita e Perugia in top five; nelle Isole e nel Sud la classifica conferma Cagliari al vertice e include Sassari, Pescara, Bari e Salerno.
