Rally d’alta quota per il mattone di pregio. Il mercato immobiliare alpino si è confermato uno dei segmenti più dinamici del real estate europeo. Secondo il Knight Frank Alpine Property Report 2026, dopo 5 anni di crescita media del 23%, le località di montagna stanno completando la transizione da meta stagionale per lo sci a destinazione di lifestyle abitata tutto l’anno. Un’evoluzione spinta da nuove abitudini di consumo, flessibilità lavorativa, cambiamenti climatici e investimenti infrastrutturali che stanno ridisegnando il profilo economico e residenziale delle Alpi.
Secondo i dati messi a punto dagli esperti di Knight Frank, nel corso del 2025 il valore delle case nelle principali località di montagna d’Europa ha segnato un incremento medio del 3,3%, più sostenuto in Svizzera (+5%) rispetto alla Francia (+1,2%). A guidare la classifica, la cittadina di Andermatt, che ha segnato una crescita record dei prezzi arrivati a salire addirittura del 14,6% da inizio anno grazie alla forte domanda internazionale, in particolare dagli Stati Uniti. Tra le località top per valore, Gstaad resta la più cara con oltre 47.000 euro al metro quadrato, seguita da St Moritz e Courchevel 1850.
Un capitolo a parte riguarda l’Italia, e in particolare Cortina d’Ampezzo. La regina delle Dolomiti si prepara a ospitare le Olimpiadi invernali del 2026 con una pipeline di investimenti infrastrutturali pari a 1,7 miliardi di euro. Le nuove connessioni ferroviarie ridurranno i tempi di viaggio con Milano a meno di tre ore, mentre la rigida tutela UNESCO mantiene limitata l’offerta immobiliare. Attualmente il valore del prime a Cortina varia fra 19.500 e 21.500 euro/mq, con un incremento del 10% annuo e una forbice ancora del 30-40% rispetto a St Moritz. Secondo le stime di Knight Frank. l’effetto-Olimpiadi ridurrà rapidamente questo gap, rendendo Cortina uno dei “value play” più interessanti del continente.
L’indagine condotta su oltre 570 high net worth individuals (hnwi) di 11 Paesi ha confermato la crescente attrattività dell’asset alpino. Il 56% degli intervistati prevede infatti di acquistare una proprietà in montagna, con interesse particolarmente elevato in Cina, Emirati Arabi, Regno Unito e Stati Uniti. Per la metà degli intervistati, la prospettiva dei Giochi del 2026 influenzerà la decisione d’acquisto in Italia.
L’orientamento d’uso appare invece misto: il 67% considera l’acquisto come seconda casa con possibilità di locazione, mentre il 32% pensa a un trasferimento permanente. Quasi tre quarti degli intervistati dichiarano che valuterebbero di vivere stabilmente nelle Alpi, percentuale che sale all’80% tra i millennial.
A cambiare è anche la domanda qualitativa: il nuovo acquirente cerca benessere, natura e sicurezza, con minore centralità dello sci rispetto al passato. Le attività più apprezzate comprendono escursionismo, ciclismo e yoga, a conferma di un orientamento verso uno stile di vita ‘wellness-driven’. Parallelamente cresce l’importanza dell’efficienza energetica: il 54% dei potenziali acquirenti considera l’etichetta energetica un fattore decisivo, riflesso sia delle politiche di sostenibilità sia delle restrizioni sui canoni di locazione introdotte in Francia per gli immobili con scarse prestazioni.
