Il comparto delle costruzioni è chiamato a rispondere simultaneamente alle sfide della transizione ecologica, dell’innovazione tecnologica e dell’inclusione sociale. È questo il cuore del ‘Manifesto per il futuro delle costruzioni‘, presentato da REbuild che invita il legislatore a definire una politica industriale strutturata per il settore. Come sottolinea Ezio Micelli, presidente del Comitato Scientifico di REbuild e professore all’Università IUAV di Venezia, “il mercato da solo non può affrontare la transizione: serve una cornice di indirizzo pubblico che agisca in modo sistemico, coordinando le filiere e valorizzando il potenziale di innovazione già esistente”.
Il Manifesto nasce come una roadmap per imprese, professionisti e istituzioni, individuando quattro direttrici chiave per il futuro delle costruzioni in Italia: sostenibilità, industrializzazione, inclusione e innovazione.
La prima è la sostenibilità, non più intesa come riduzione dell’impatto ambientale ma come principio di equilibrio tra energia, materiali, mobilità e qualità della vita. Le città devono essere ripensate come ecosistemi resilienti e accessibili, in cui l’efficienza energetica si intrecci con la rigenerazione urbana e sociale. La seconda direttrice è l’industrializzazione del settore, con il superamento dei modelli tradizionali a favore di approcci off-site e processi costruttivi digitalizzati. Il ricorso a sistemi modulari e a piattaforme produttive integrate può ridurre i costi, accorciare i tempi di realizzazione e aumentare la qualità complessiva dell’abitare. Poi l’inclusione, intesa come diritto universale alla casa e come responsabilità pubblica di garantire spazi vivibili e accessibili. Il Manifesto propone di riportare il tema dell’abitare al centro delle politiche nazionali, riconoscendolo non come bene di mercato ma come infrastruttura sociale essenziale. Infine, l’innovazione: l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali diventano strumenti centrali per migliorare la progettazione, ottimizzare i processi, monitorare le prestazioni degli edifici e orientare le decisioni urbanistiche.
Il documento lancia quindi un appello concreto al legislatore: istituire una politica industriale per le costruzioni che favorisca la convergenza tra pubblico e privato, incentivi gli investimenti e crei un quadro normativo coerente e stabile. Una visione che vada oltre i bonus e gli interventi straordinari, per costruire un sistema di lungo periodo che faccia dell’edilizia un motore strategico della crescita sostenibile italiana.
“Le filiere sono già pronte”, conclude Micelli. “Il nostro Paese dispone di competenze, imprese e professionalità all’altezza delle migliori esperienze europee. Manca solo una visione politica capace di tradurre questa energia in un progetto collettivo: una politica per le costruzioni, non più frammentata, ma orientata al futuro.”
La prossima edizione di REbuild si terrà il 12 e 13 maggio 2026 a Riva del Garda.
