Un piano di risparmio dedicato all’edilizia sociale, con capitali garantiti dallo Stato e incentivi fiscali per chi investe nel futuro delle città. È la proposta lanciata dal presidente di Consap, Sestino Giacomoni, durante la conferenza ‘Città nel Futuro 2030-2050’, promossa da Ance al MAXXI di Roma.
“Per sostenere il Social Housing e costruire case a prezzi calmierati – ha spiegato Giacomoni – possiamo indirizzare il risparmio privato utilizzando la leva fiscale e la garanzia Consap. Si potrebbero lanciare dei Piani Immobiliari di Risparmio, in cui chi investe nell’edilizia sociale e mantiene l’investimento per dieci anni avrebbe il capitale garantito da Consap e non pagherebbe il 26% sugli utili. Da liberale sostengo che la leva fiscale è lo strumento migliore per indirizzare i risparmi verso l’economia reale”.
L’idea riprende la logica dei PIR tradizionali introdotti nel 2017 per sostenere le Pmi italiane, ma spostandone il focus dal tessuto produttivo alla rigenerazione urbana e abitativa. Un segmento, quello del social housing, che in Italia mostra un fabbisogno strutturale di oltre 300.000 alloggi accessibili, secondo i dati Ance e Cdp.
Il modello proposto da Consap mira a combinare fiscalità agevolata, garanzie pubbliche e rendimento sociale, stimolando il coinvolgimento dei risparmiatori privati e dei fondi d’investimento in progetti di edilizia residenziale pubblica e convenzionata.
Consap, società interamente controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, svolge un ruolo di assicuratore pubblico e di gestore di fondi con rilevanza sociale, tra cui il Fondo di Garanzia Prima Casa, il Fondo per lo Studio e il Fondo per le Vittime di Usura e Estorsione.
Attraverso i nuovi ‘PIR immobiliari’, Consap potrebbe assumere un ruolo analogo a quello svolto finora nel credito, ma con una missione estesa alla valorizzazione immobiliare sostenibile: non solo garantire i mutui, ma favorire la nascita di un mercato d’investimento privato nel social housing.
La proposta si inserisce nel dibattito più ampio sul ruolo del capitale privato nelle politiche abitative, in un momento in cui le risorse pubbliche si rivelano insufficienti a coprire il fabbisogno di edilizia accessibile. Secondo Giacomoni, “la leva fiscale, se usata in modo intelligente, può diventare il motore della solidarietà economica: unendo il profitto individuale con l’utilità collettiva”.
