L’industria italiana dei servizi immobiliari guarda al futuro con obiettivi ambiziosi: da una generazione di valore di 505 miliardi di euro nel 2025 — pari a quasi il 23% del Pil nazionale — a 795-800 miliardi nel 2050, trainata da tecnologia, innovazione e nuove competenze. È la fotografia emersa dal tavolo di lavoro ‘I servizi immobiliari del futuro: innovazione, tecnologia e relazione per generare nuovo valore’, organizzato da Scenari Immobiliari e Svicom Società Benefit durante il 33esimo Forum Scenari.
Con oltre 800 mila imprese e più di due milioni di addetti, il comparto rappresenta una delle colonne portanti dell’economia italiana. All’interno di questo perimetro, i soli servizi immobiliari generano 385 miliardi di euro, pari al 17% del PIL, con prospettive di crescita ulteriore grazie all’integrazione di tecnologie predittive, piattaforme digitali e capitale umano qualificato.
La tavola rotonda, moderata da Francesca Zirnstein, Direttore Generale di Scenari Immobiliari, ha visto la partecipazione di Letizia Cantini, CEO e General Manager di Svicom – alla società è stato conferito il premio ‘Full Service Provider d’Eccellenza nel Real Estate 2025‘, Roberto Fraticelli, Cfo di Eurocommercial Properties Italia, Paolo Paganuzzi, Head of Property Management Italy di Generali Real Estate e Paolo Rella, amministratore delegato e direttore generale di Blue Sgr. Il dibattito si è concentrato sulla necessità di valorizzare i servizi immobiliari lungo l’intero ciclo di vita dell’immobile, adottando strumenti digitali avanzati per migliorare l’efficienza gestionale e supportare decisioni più rapide e consapevoli.
“L’innovazione tecnologica è un fattore abilitante, ma non può essere un fine a sé: ciò che genera vero valore è la capacità di integrare piattaforme e AI in processi strutturati e trasparenti, liberando tempo ed energie per l’analisi, la consulenza e la relazione con i clienti. La sfida oggi non è solo digitale: occorrono nuove competenze ibride — data scientist, ingegneri gestionali e informatici — capaci di connettere tecnologia e organizzazione, e serve un settore più inclusivo, capace di attrarre talenti diversi e nuove generazioni. I servizi immobiliari del futuro si costruiscono così: con tecnologia che abilita, ma soprattutto con persone preparate, valori solidi e un ecosistema orientato alla sostenibilità e alla fiducia reciproca”, ha commentato Cantini.
“Il settore dei servizi immobiliari – ha sottolineato Zirnstein – è chiamato a una trasformazione profonda. La tecnologia non può più essere vista come un supporto accessorio, ma come un motore di innovazione capace di generare nuovo valore e nuove competenze. L’obiettivo deve essere costruire una filiera più integrata, sostenibile e reattiva, in grado di accompagnare i cambiamenti della società e dell’economia. Solo così i servizi immobiliari potranno rafforzare il loro ruolo strategico e contribuire concretamente alla crescita del Paese”.
