Il valore dell’industria immobiliare residenziale ha potenzialità di crescita fino a 520 miliardi di euro nel 2050 (+40%), pari al 18,5% del Pil nazionale. Oggi vale 370 miliardi di Prodotto interno lordo. Il dato emerge dal Terzo Rapporto ‘La casa per la città del futuro’, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Investire Sgr, e presentato al Forum annuale di Scenari in corso a Rapallo. Se oggi il residenziale impiega 2,3 milioni di lavoratori per 6.600 miliardi di valore patrimoniale, nel 2050 potrebbe interessare 3,05 milioni di occupati (+32,5%), con servizi gestionali che passeranno da un peso congiunto di 85 miliardi di euro (22,5%) a 145 miliardi di euro (28%).
Il valore complessivo degli immobili residenziali nel mondo ha superato i 250mila miliardi di euro. L’Europa, con un decimo della popolazione globale, concentra il 25% di questo patrimonio. L’Italia è uno dei Paesi chiave: le sole abitazioni italiane rappresentano oltre il 10% del valore immobiliare del continente. Nel nostro Paese, degli oltre 135 miliardi di euro di fatturato immobiliare annuale, circa 100 miliardi provengono dagli scambi di case, il resto da una filiera interconnessa composta da muratori, architetti, agenti immobiliari, property manager, manutentori, imprese artigiane, professionisti e operatori del settore arredo e design.
Secondo il report, oltre l’11% del PIL italiano è direttamente attribuibile a componenti dell’industria immobiliare residenziale diverse dalle compravendite, come servizi, manutenzioni, arredo e gestione. La stretta connessione con il comparto delle costruzioni, che da solo impiega 750 mila persone, fa della casa una leva anticiclica per l’occupazione e un volano per la crescita del Paese.
“Abbiamo provato a misurare l’impatto che i nostri investimenti immobiliari nel settore living – dove gestiamo masse per oltre 3 miliardi di euro – generano sull’economia reale del Paese”, ha commentato Michele Beolchini, Head of Product Development&Fundraising di Investire Sgr. “In particolare, considerando le nostre piattaforme PRS ITALY I e II, dedicate alla residenzialità a reddito con servizi, abbiamo riscontrato come per ogni euro da noi investito venga generato un ulteriore indotto di 65 centesimi a beneficio del tessuto imprenditoriale italiano delle piccole e medie imprese. Infatti, negli ultimi 5 anni le nostre piattaforme PRS, in parallelo agli investimenti diretti in real estate (€190 mln sino ad oggi), hanno innescato numerose altre attività nell’ambito dei servizi immobiliari coinvolgendo più di 340 fornitori di piccolo media grandezza (con un fatturato medio di circa 3 mln) per complessivi 125 milioni di euro”.
