Investitori sempre più interessati a progetti greenfield nel settore delle infrastrutture. E’ quanto emerso dall‘EY Italy Infrastructure Barometer 2025 secondo cui il 66% degli intervistati prevede nei prossimi 12 mesi un aumento della concorrenza per gli investimenti in infrastrutture e relativi finanziamenti, segnale di un ecosistema dinamico e in crescita. Non solo. Il 36% del campione ha dichiarato di aver destinato oltre il 30% del portafoglio a iniziative in fase di sviluppo e, tra chi ha investito, l’86% segnala performance in linea con le attese. Complessivamente, gli investimenti si sono concentrati nel Nord del Paese (45%), seguiti dal Centro Italia (36%) e dal Sud (19%).
“I nostri dati mostrano come l’Italia stia accelerando nella modernizzazione delle reti e nella transizione energetica. Innanzi tutto, è in forte miglioramento, negli ultimi anni, la percezione della qualità delle infrastrutture in Italia (il 78% le considera le considera in linea con la media europea, in aumento di oltre il 10% rispetto al 2024”, spiega Marco Daviddi, Managing Partner EY-Parthenon in Italia. “Inoltre, cresce l’asset allocation verso progetti cosiddetti greenfield (ora al 36%, + 10% rispetto allo scorso anno). Questi sono segnali di un ecosistema che è in grado di attrarre capitali nazionali e internazionali su iniziative progettuali che hanno, per loro caratteristiche, orizzonti di medio-lungo termine”.
Secondo Daviddi, permangono, tuttavia, alcuni punti di attenzione sul tema procedure autorizzative, in quanto la burocrazia è indicata dall’85% degli operatori come principale freno agli investimenti infrastrutturali. Un tema complesso, dal momento che gli investimenti infrastrutturali possono determinare impatti che richiedono approfondite valutazioni ex ante, anche se occorre continuare a lavorare per garantire agli investitori e operatori certezza regolatoria per sostenere l’evoluzione dei progetti in corso e futuri. In questo contesto, il ruolo dell’Italia come hub infrastrutturale in Europa può rafforzarsi, specie nei settori dell’energia, dei trasporti e dei data center e, guardando al futuro, lo sviluppo dell’agenda infrastrutturale nazionale resta centrale per la strategia economica del Paese e per guidare la crescita di lungo periodo.
“Dalla nostra survey si evidenzia un mercato infrastrutturale italiano in forte evoluzione, con una domanda solida per il comparto energetico e un recupero significativo nei trasporti (19%). Il settore energetico, infatti, e in particolare l’ambito delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, guida le intenzioni d’investimento (35%), in linea con lo scorso anno”, aggiunge Daniele Ruggeri, Infrastructure partner di EY Parthenon in Italia. “Inoltre, la sostenibilità si conferma un driver imprescindibile in quanto solo il 13% degli operatori dichiara di non considerare i criteri ESG nella valutazione degli asset. Parallelamente, l’adozione dell’intelligenza artificiale (38%) si afferma come leva strategica per efficienza, resilienza di rete e manutenzione. A supporto di questo scenario, strumenti come i decreti Fer X e Fer 2 o ancora il meccanismo Macse per i sistemi di accumulo contribuiscono a rendere i progetti più solidi, ampliando l’accesso ai capitali e rafforzando la capacità di attrarre investitori”.
