Si chiude con il segno più il 2024 per il comparto immobiliare italiano. A certificarlo, i dati elaborati dall’Istat secondo cui lo scorso anno il numero di convenzioni notarili di compravendita (950.240) ha registrato un andamento in crescita rispetto all’anno precedente (+1,7% nel complesso e +1,8% per il settore abitativo). In questo contesto, complice il taglio dei tassi messo in atto dalla Bce, il numero di mutui è cresciuto del 7,2% arrivando a quota 331.013.
Il dato generale dell’anno è stato influenzato positivamente da un ottimo andamento del quarto trimestre che ha registrato 284.812 compravendite con una crescita del 3,9%. Rispetto al quarto trimestre 2023 le transazioni immobiliari sono cresciute nel comparto abitativo (+3,1%) e diminuite in quello economico (-3,6%).
A livello territoriale, su base annua, il settore abitativo è aumentato nel nord-est e al sud (entrambi +7,3%), nel nord-ovest (+4,1%) e nelle isole (+2,6%), mentre diminuisce nel centro (-6,9%). Il settore economico è risultato in forte calo al centro (-11,6%), nel nord-est (-5,2%), nelle isole (-2,9%) e nel nord-ovest (-2,3%), mentre è in crescita al sud (+3,7%).
Nell’ambito del comparto abitativo le compravendite sono rimaste sostanzialmente stabili nei grandi centri (-0,2%) e aumentate nei piccoli (+5,6%), mentre in quello economico sono risultate in calo sia nei grandi sia nei piccoli centri (rispettivamente -6,3% e -1,9%).
“Si tratta di dati indubbiamente positivi per l’effetto Bce. Il calo dei tassi di interessi, anche se non sempre in linea con le attese, ha reso i mutui più sostenibili per le famiglie e questo ha consentito una ripresa del mercato immobiliare”, spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Una diretta conseguenza del cambio di rotta della politica monetaria della Bce. Purtroppo, questi dati fanno riferimento al quarto trimestre 2024. Nel corso del 2025, invece, il taeg ha avuto un andamento altalenante, con continui saliscendi, anche se è sempre rimasto sotto la soglia del 3,7%. Speriamo che la ripresa registrata posso continuare con lo stesso ritmo anche nel corso del 2025”, conclude Dona.
