Il lungo declino del colosso cinese China Evergrande Group si avvia verso un nuovo capitolo con l’annuncio del delisting ufficiale dalla borsa di Hong Kong. Entro il 29 agosto 2025, le azioni della società saranno definitivamente cancellate dalla piazza finanziaria asiatica, dopo un lungo periodo di sospensione e in seguito all’ordine di liquidazione pronunciato da un tribunale locale nei mesi scorsi.
Un tempo uno dei più grandi sviluppatori immobiliari al mondo, Evergrande si trova da oltre un anno e mezzo in una complessa procedura fallimentare che ha coinvolto centinaia di società collegate e lasciato in sospeso progetti edilizi, creditori e investitori. Il gruppo non è riuscito a ottenere la ripresa delle contrattazioni in borsa, come previsto dalle normative della Hong Kong Stock Exchange che, in casi di inattività prolungata oltre i 18 mesi, prevedono la rimozione forzata dei titoli.
Secondo quanto comunicato dai liquidatori, fino ad ora sono stati raccolti circa 255 milioni di dollari attraverso la dismissione di beni e partecipazioni. Un risultato che appare tuttavia modesto rispetto alla mole complessiva del debito accumulato dalla società, e che testimonia la complessità del lavoro ancora in corso.
Le autorità incaricate della liquidazione hanno preso il controllo di oltre cento controllate del gruppo, mentre il volume delle richieste di risarcimento da parte dei creditori ha raggiunto quota 45 miliardi di dollari, in netto aumento rispetto ai 27,5 miliardi registrati a fine 2022.
L’intero processo continua a rappresentare una delle più grandi crisi mai vissute dal settore immobiliare cinese, con implicazioni profonde non solo per i mercati finanziari, ma anche per la fiducia degli acquirenti e per la sostenibilità del comparto edilizio nel lungo periodo.
