Nel primo semestre 2025 sono stati investiti in Italia 1,25 miliardi di euro nel comparto italiano dell’hospitality pari al 24% del totale del totale degli investimenti non residenziali (5,1 miliardi di euro). Si tratta della seconda migliore performance per un primo semestre, dopo gli oltre 2 miliardi di euro registrati nell’H1 2019.
É il risultato dell’analisi condotta da Patrigest (Gruppo Gabetti) secondo cui la maggior parte degli investimenti è stata registrata nel nord Italia (55%), a cui seguono il centro (23%), grazie alla performance di Roma (area in cui si è stato transato il 17% del volume totale), e il mezzogiorno (22%). Oltre alla Capitale, le province più dinamiche sono state Como (20% del volume), Venezia (17%), Napoli (15%) e Milano (12%). Le sponde del Lario si confermano oggi tra le location più ambite dagli investitori in materia di hospitality.
Tra le operazioni più rilevanti del primo semestre 2025 figura la vendita degli hotel di lusso Cesar Augustus ad Anacapri, per circa 160 milioni di euro, e il JW Marriot di Venezia per circa 140 milioni di euro. Transazioni che confermano l’interesse degli stakeholder per investimenti in strutture di fascia alta: gli hotel a 5 stelle hanno costituito infatti oltre la metà del volume transato nel semestre (54%), seguiti dai 4 stelle con il 38%.
Le operazioni hanno coinvolto una vasta gamma di tipologie di investitori: gli acquirenti più attivi nel semestre sono stati gli hotel operator (40%), seguiti dai fondi di private equity, dagli investitori istituzionali, dai family office e privati alto spendenti e dagli sviluppatori.
Si conferma così l’interesse da parte degli investitori per operazioni value-add per realizzare hotel di fascia medio-alta e lusso, in un’ottica di riposizionamento dell’immobile al fine di ottenere maggiori margini di profitto a lungo termine. Le acquisizioni che hanno riguardato strutture non operative, da ristrutturare, convertire e i nuovi sviluppi sono state infatti il 31% nel primo semestre del 2025.
“Il settore ricettivo appare in piena evoluzione, sostenuto da una domanda internazionale in crescita, da forti spinte qualitative e da condizioni macroeconomiche favorevoli. L’Italia si conferma protagonista della scena turistica europea, con ampi margini di sviluppo per chi saprà intercettare e valorizzare le nuove tendenze dell’hospitality”, spiega Luca Dondi dall’Orologio, amministratore delegato di Patrigest/Gruppo Gabetti. “Oltre il 54% dei turisti sceglie hotel a 4 e 5 stelle, a fronte di un’offerta ancora centrata sulla fascia media: una discrepanza che rappresenta un’opportunità strategica di riposizionamento per molte strutture esistenti. Allo stesso tempo, l’offerta abitativa in short term si rivela imprescindibile per sostenere i volumi di arrivi e presenze registrati negli ultimi anni, contribuendo in modo determinante all’attrattività complessiva delle destinazioni turistiche. Il trend premium è evidente anche sul fronte degli investimenti, dove gli hotel di fascia alta hanno rappresentato oltre la metà del volume transato nel primo semestre del 2025”.
Ma cosa attendersi per i mesi a venire? Le previsioni delineate dal team Research & Data Intelligence di Patrigest per i prossimi anni sui flussi turistici hanno evidenziato una ripresa graduale della componente estera, con i non residenti attesi in crescita costante fino al 2027. Al contrario, i flussi domestici mostrano segnali di stabilizzazione, con variazioni marginali e una leggera flessione nel medio periodo.
“Complessivamente, il mercato turistico nazionale si avvia verso un equilibrio post-pandemia, trainato dalla domanda internazionale. Le previsioni per il triennio 2025-2027 delineano uno scenario favorevole per il settore alberghiero italiano, con investimenti attesi anch’essi in crescita del +19% nel 2025, per arrivare a un +25% nel 2027, rispetto al 2024”.
