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Casa bollente, a giugno spesi in media 4.000 euro per difendersi dal caldo

Casa bollente, a giugno spesi in media 4.000 euro per difendersi dal caldo

Di Tobia Zanotti
25 Luglio 2025

L’ondata di calore che ha travolto l’Italia a inizio estate ha avuto un impatto diretto e immediato sugli interventi di effientamento energetico delle abitazioni. In particolare con l’installazione di impianti di refrigerazione che, in poche settimane, hanno registrato volumi che in passato si distribuivano su almeno due mesi: secondo i dati ProntoPro, a giugno 2025 le richieste legate al raffrescamento degli ambienti sono aumentate del +217% rispetto a maggio, mentre nel 2024 l’incremento tra i due mesi era stato solo dell’80%.

La tendenza è ben visibile anche nel confronto anno su anno: rispetto a giugno 2024, l’installazione di condizionatori è cresciuta del 190%, mentre la ricarica del gas ha segnato un +211%. Picchi ancora più marcati si sono registrati nei servizi di assistenza: +263% per le riparazioni, +257% per la manutenzione e +344% per la pulizia dei climatizzatori. Anche la pulizia dei condizionatori ha fatto segnare un +183%, segno che molti italiani hanno riattivato impianti fermi da mesi pur di fronteggiare il caldo anomalo.

Tutto questo ha generato impatti economici rilevanti per le famiglie italiane. Secondo i calcoli di ProntoPro, infatti, munirsi dell’essenziale per affrontare l’ondata di calore significa affrontare una spesa complessiva che supera i 4.000 euro, a partire dall’installazione di due condizionatori, una scelta obbligata per garantire un minimo di refrigerio in più stanze, che richiede in totale 1.850 euro. A questa, si può aggiungere  anche l’installazione di tende da sole che richiede in media altri 1.025 euro, e quella di zanzariere, per tenere aperte le finestre nelle ore più fresche, garantendo un minimo di ricircolo d’aria senza però dover rinunciare alla protezione dagli insetti, il cui costo complessivo è di circa 1.160 euro.

In altri casi, invece, le famiglie si sono trovate a dover intervenire su impianti già esistenti, sostenendo i costi di manutenzione, pulizia e ricarica del gas refrigerante: rimettere in funzione i climatizzatori può comportare una spesa che, tra interventi tecnici e materiali, sfiora facilmente i 400 o 500 euro.

Oltre all’impennata generale delle richieste di servizi legati alla climatizzazione, l’ondata di calore di giugno 2025 ha prodotto un cambiamento significativo nella geografia della domanda.

A differenza degli anni precedenti, in cui erano le grandi città a trainare le installazioni e gli interventi legati all’aria condizionata, quest’anno il fenomeno si è spostato verso le aree periferiche. Nel 2024, il 52% delle richieste registrate sulla piattaforma ProntoPro proveniva infatti dai capoluoghi di provincia, mentre nel 2025 questa quota è scesa al 46%, a fronte di un aumento dal 48% al 54% nelle zone extraurbane (+12,5%), segno che anche i territori solitamente meno soggetti alle grandi ondate di calore stanno iniziando a soffrirne in modo evidente e ad attrezzarsi di conseguenza.

Tra le province in cui il cambiamento è stato più marcato c’è quella di Bologna: se nel 2024 il 63% delle richieste arrivava dalla città, nel 2025 la percentuale si è ridotta al 50%, facendo registrare un aumento del 36% nelle zone extraurbane. Lo stesso fenomeno si osserva a Milano, dove la quota urbana è scesa di 9 punti percentuali (dal 54% al 45%), con una crescita corrispondente in provincia (dal 46% al 55%). Anche a Roma e a Torino la tendenza è analoga: nella capitale le richieste dalla città sono calate dal 72% al 70% e quelle dalla provincia sono aumentate dal 28% al 30%, mentre nel capoluogo piemontese si è passati rispettivamente dal 51% al 48% e dal 49% al 52%.

Anche per l’installazione delle zanzariere nel 2025 si è osservata una chiara tendenza allo spostamento verso le aree periferiche: se nel 2024 il 66% delle richieste arrivava dai capoluoghi, nel 2025 la quota è scesa al 52%, facendo passare le zone extraurbane dal 34% al 48%.

Roma rappresenta uno degli esempi più emblematici di questo cambiamento: nel 2024, l’82% delle richieste di zanzariere arrivava dalla città, ma nel 2025 la percentuale è crollata al 61%, a vantaggio della provincia, che è passata dal 18% al 39%. Una situazione simile si registra a Milano, dove nel 2024 le richieste arrivavano per il 60% dalle città e per il 40% dalle province, mentre quest’anno le percentuali sono passate rispettivamente al 45% e al 55%.

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