Una ripresa sì, ma fragile. Il mercato immobiliare italiano nel primo semestre del 2025 ha registrato una crescita delle compravendite pari all’11,5% su base annua, spinta da un deciso ritorno della domanda di mutui (+32,7%). Ma l’incertezza globale – tra tensioni geopolitiche, rischi economici e credito ancora frenato – continua a condizionare le prospettive del settore. A dirlo è Nomisma, che ha presentato oggi a Milano il Secondo Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2025.
“Le tensioni geopolitiche, le guerre, le minacce sulle barriere commerciali hanno concorso a ridimensionare le previsioni di crescita della nostra economia, con inevitabili ricadute sul mercato immobiliare che rendono incerto il quadro dei prossimi mesi”, ha evidenziato Elena Molignoni, responsabile dell’Osservatorio. “A consuntivo del primo semestre 2025 la congiuntura del settore ha confermato il trend di lenta ripresa iniziata nel 2024. I fondamentali economici che hanno sostenuto questa performance sono riconducibili sostanzialmente ad una riduzione dei tassi di interesse che ha riacceso la domanda di mutuo da parte delle famiglie. Ma la ripresa è stata frenata da un’offerta ancora piuttosto rigida dal momento che, secondo gli operatori, le banche stanno mantenendo un atteggiamento cauto e non hanno ancora virato verso un allentamento dei criteri di erogazione dei prestiti, principalmente a causa dell’incertezza del contesto geopolitico ed economico internazionale, che potrebbe avere ripercussioni sulle condizioni economiche delle famiglie italiane, già messe a dura prova dalla perdita di potere di acquisto avvenuta con l’impennata inflazionistica.
Secondo il report, i prezzi delle abitazioni crescono poco, con variazioni semestrali tra lo 0,8% e l’1,3% e annuali tra l’1,1% e l’1,4%. L’incremento è più marcato per immobili in buono stato, mentre resta modesto per quelli in condizioni eccellenti, segno di un mercato ancora selettivo.
CRESCONO CONTRATTI TRANSITORI
Anche il segmento locativo mostra dinamiche interessanti: +3,6% i canoni nel 2025, dopo il picco del +4,6% nel 2024. Una crescita che rispecchia una domanda vivace, soprattutto da parte di single, giovani coppie e famiglie, e che si scontra con un’offerta spesso carente e fuori mercato.
Crescono anche i contratti transitori e quelli per studenti, mentre gli affitti brevi esercitano una pressione indiretta sulle locazioni a lungo termine. I tempi di locazione si assestano sui 2 mesi, mentre quelli di vendita si attestano a 4,6 mesi.
CANALE CREDITIZIO TORNA CENTRALE
“Il canale creditizio tornerà centrale nel 2025″, ha sottolineato Enrico Bronchi, Head of Finance & Real Estate Business Development di Nomisma. “I mutui cresceranno a doppia cifra nell’anno in corso, sostenuti anche dal fondo di garanzia per gli under 36, sempre più protagonisti dell’acquisto prima casa”. Per il biennio 2026-2027 si attende una stabilizzazione del credito, mentre sul fronte tassi si prevede una discesa dell’Euribor, che potrebbe rendere nuovamente interessante il tasso variabile rispetto al fisso.
Spinta dagli incentivi fiscali, seppure ridotti, la riqualificazione edilizia sta superando la nuova costruzione. I costi di costruzione, in crescita dal 2017, influenzano le scelte d’investimento, mentre l’efficienza energetica guadagna peso: nel 2025, il 7,3% delle case compravendute è in classe A o B, contro il 4,7% del 2022.
Infine, il mercato corporate mostra segnali di recupero: nel primo trimestre 2025 sono stati investiti 2,7 miliardi di euro, con focus su residenziale, hotel, studentati e uffici di qualità. L’incertezza globale, però, potrebbe portare a maggiore selettività nei prossimi mesi.
