Il confronto tra architetti e sviluppatori è oggi una tematica sempre più cruciale. È quanto emerso al 1° Pambianco Real Estate Summit dall’intervento di Leonardo Cavalli, Founder & Managing Partner di One Works, che ha sottolineato come il dialogo sia alla base di una proficua collaborazione tra progettazione architettonica e strategie immobiliari.
“I limiti e i vincoli dati dal contesto, dalla committenza e dagli stakeholder sono fondamentali per far crescere un progetto”, ha dichiarato Cavalli. “Non vedo alcun problema, almeno in linea teorica, nel rapporto tra architetti, sviluppatori e investitori: al contrario, questo confronto rappresenta la vera ragione per cui un progetto prende vita. Gli errori possono capitare, sia nella progettazione sia nell’esecuzione, e servono per migliorare. Ma il punto centrale resta l’opportunità che questo dialogo tra le diverse parti offre per lo sviluppo di un progetto”.
Cavalli ha messo in evidenza come, nell’ambito del real estate, la visione finanziaria tenda a considerare gli edifici come asset mobili, rischiando però di perdere di vista l’essenza stessa dell’architettura. “La visione strettamente finanziaria che considera gli edifici come semplici asset è comprensibile dal punto di vista dell’investimento, ma rischia di trascurare un aspetto essenziale: un edificio si colloca in un luogo specifico e instaura relazioni con lo spazio e il contesto circostante, contribuendo a definirli”, ha spiegato. “È fondamentale ricordare che non stiamo progettando un oggetto autonomo e trasportabile, ma un pezzo di spazio che vive all’interno di uno spazio più ampio e che appartiene a un luogo preciso, con cui dialoga in modo inscindibile”.
Da qui la necessità, secondo Cavalli, di promuovere un dialogo costante tra le diverse componenti dell’industria, in modo che ogni intervento architettonico diventi un tassello di uno spazio urbano capace di evolvere in relazione alle persone e ai luoghi, contribuendo a generare valore.