I prezzi delle abitazioni appartenenti alle classi energetiche più performanti (A e B) hanno mostrato un valore medio superiore rispetto a quelli di tutte le altre classi, con uno scostamento medio di circa 500 euro a metro quadrato. E’ quanto emerso dall’analisi condotto dal Crif secondo cui, considerando l’andamento dal 2021 al 2024, gli edifici green hanno mostrato anche un trend di maggiore tenuta dei prezzi medi rispetto agli altri asset immobiliari. Una differenza che diventa ancora più netta a partire dal 2023 con una forbice che si è andata ulteriormente allargando nell’ultimo trimestre del 2024.
Tra luglio e dicembre dello scorso anno, infatti, i prezzi medi degli immobili con maggior performance energetica hanno segnato un incremento dei prezzi in misura dell’8%, a fronte di una riduzione del 2% degli immobili appartenenti alle classi dalla C alla G.
“Questo andamento mostra la più elevata resilienza nei valori del mercato degli immobili di maggiore qualità energetica, che si va a rafforzare nel tempo mano a mano che la domanda è più consapevole della strategia di decarbonizzazione richiesta a livello normativo europeo, in primo luogo dalla EPBD, la cosiddetta Direttiva case green”, spiega Daniela Percoco, manager real estate advisory di Crif.
