Nel primo trimestre 2025 il mercato delle aste giudiziarie ha segnato una flessione significativa nei volumi rispetto allo stesso periodo del 2024. Secondo i dati dell’osservatorio Brick, il segmento residenziale, che rappresenta la maggioranza delle procedure (52%), ha segnato una contrazione del 21,1% nel numero di aste pubblicate mentre il prezzo medio base d’asta è calato dell’8,5%, con il valore complessivo che si è ridotto del 27,8%.
In calo anche le aste commerciali (20% sul totale) che in termini assoluti sono scese del 18,4%. In questo caso, tuttavia, il prezzo medio base d’asta è salito del 3,9%, segnalando una possibile polarizzazione verso asset più qualificati.
Per tutte le altre categorie, (box, aree edificabili, capannoni, ecc.), pari al 24% del totale, l’osservatorio Brick ha registrato un calo del 21,5% nelle aste, ma una crescita dell’8,1% del prezzo medio base d’asta.
“Il dato aggregato evidenzia una contrazione, ma non una crisi. Al contrario, la riduzione dei numeri si accompagna a un aumento della qualità media degli asset immessi sul mercato,” dichiara Chai Botta, lead infrastructure di Berry. “Stiamo entrando in una fase di consolidamento strutturale, in cui gli operatori iniziano a selezionare meglio cosa e dove vendere” e aggiunge “In alcune località si notano prezzi medi molto elevati, che potrebbe segnalare la messa a mercato di asset di pregio, operazioni di portafoglio o immobili di rilevanza industriale o turistica. È un segnale che merita monitoraggio”.
L’adozione della vendita asincrona telematica ha mostrato una forte crescita: pur con una leggera flessione del numero assoluto di aste pubblicate (-12%), la quota sul totale ha guadagnato oltre 4 punti percentuali. Al contrario, la vendita sincrona mista ha perso quota (-23%), indicando una chiara preferenza degli operatori per soluzioni digitali più flessibili e scalabili.
Sul fronte geografico, la Lombardia si è posizionata al primo posto tra le regioni italiane per numero di aste (3.526), seguita da Sicilia (3.353) e Lazio (2.633). Mentre a livello di città, Roma si è confermata capitale delle aste immobiliari: 1.661 procedure e valore medio di 217.391 euro contro le 726 aste di Milano dove il valore medio si è fermato a 180.246 euro. Sorprende Perugia con quasi 1.000 aste e un prezzo medio di 166.932 euro dimostrando vitalità anche in contesti extra-metropolitani.
“Il primo trimestre 2025 apre una fase di selezione qualitativa, dove il focus degli operatori si sposta da volumi a margini, da quantità a valore”, spiegano gli esperti di Brick. “Il rafforzamento delle procedure digitali e l’emergere di distretti ad alto potenziale suggeriscono un’evoluzione del mercato più matura e orientata all’efficienza”.
