Nuovo piano strategico triennale da un miliardo di euro per Invimit Sgr, la società interamente detenuta dal ministero dell’Economia e delle Finanze che si occupa di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico.
Le rilevanti risorse finanziarie che, per effetto del dl PA nel prossimo triennio saranno destinate alla società da parte di Inail, verranno impiegate in varie linee di azione con l’obiettivo di rigenerare il patrimonio immobiliare pubblico per creare valore economico e sociale.
Nello specifico, è stato varato un corposo piano di apporti oltre al sostegno concreto per la realizzazione di infrastrutture sociali contribuendo al welfare abitativo (residenze per lavoratori, studentati, silver housing, social housing). Ma anche l’ottimizzazione e gestione del patrimonio immobiliare pubblico, l’efficientamento delle locazioni passive della pubblica amministrazione e un nuovo fondo per sostenere il rilancio della filiera italiana delle materie prime critiche;. A queste azioni si affianca lo sviluppo del fondo terreni agricoli in cui conferire terreni inutilizzati da valorizzare a supporto del settore primario. Oltre al progetto “REgenera verde” per migliorare le prestazioni energetiche degli immobili in locazione alla Pubblica Amministrazione.
“Il patrimonio immobiliare pubblico è una risorsa strategica per lo Stato e deve essere gestito attraverso una visione politica chiara e unitaria”, spiega il sottosegretario all’Economia e Finanze, Lucia Albano. “Sappiamo bene che servirà del tempo, un gioco di pazienza come dice Invimit, ma abbiamo iniziato a giocare la partita. Prima non c’era neppure la palla. E la partita possiamo giocarla alla luce di una stabilità di governo, quindi della squadra, e per la possibilità di una continuità che sempre, ma certamente in questo ambito, fa la differenza. Ritengo, inoltre, sia giunto il momento, non solo individualmente ma anche nelle vesti di presidente della cabina di regia per la valorizzazione e la dismissione del patrimonio immobiliare pubblico (cui – per inciso – prendono parte sia Assoimmobiliare che la SGR), di incontrare anche gli investitori privati, con il coinvolgimento degli attori istituzionali, primo fra tutti Invimit, per guardare assieme il futuro che stiamo costruendo e valutare le migliori opportunità”.
“Come Confindustria Assoimmobiliare crediamo che la nostra Industry possa e debba ricoprire un ruolo importante nel supportare la razionalizzazione e la valorizzazione del patrimonio dello Stato e degli enti pubblici territoriali”, ha aggiunto il presidente di Confindustria Assoimmobiliare, Davide Albertini Petroni. “Questa azione, oltre a comportare un’opportunità per il settore, contribuisce alla riduzione del debito pubblico, favorisce la realizzazione di processi di riqualificazione e rigenerazione urbana che riducono il consumo di suolo, supporta l’efficientamento energetico del patrimonio costruito e aiuta a restituire parti di città ad un uso più in linea con le esigenze attuali, fornendo anche un contributo alla risoluzione della crisi abitativa nel nostro Paese. Il rapporto fra settore privato e settore pubblico finalizzato a identificare congiuntamente strumenti e strategie di valorizzazione del patrimonio pubblico è un tema di grande rilevanza nell’attività di Confindustria Assoimmobiliare”.
Presentando il piano strategico, infine, l’amministratore delegato di Invimit Sgr, Stefano Scalera, ha aggiunto che il compito della sua società è quello di lavorare con e per il mercato per sviluppare al massimo le potenzialità degli immobili, contribuendo alla missione di Invimit Sgr ovvero abbattere il debito pubblico.
“Le due linee di azione della Sgr sono comprare gli immobili della Pa e metterli in fondi. Ma non necessariamente in fondi gestiti da noi, perché il mercato può fare questo meglio di noi”, sottolinea Scalera. “La seconda linea di attività riguarda gli immobili che hanno terminato la loro “vita pubblica” e che hanno bisogno di un loro sviluppo. Anche in questo è fondamentale l’interazione con il mercato per poter ottenere il massimo sviluppo. Noi accompagnano con gli investimenti entrambe le linee di attività, co-investendo con il mercato. Tenere vuoti gli immobili è un costo sociale che non possiamo permetterci”.
