Lenta risalita per l’immobiliare italiano sostenuta dal recupero della capacità di spesa delle famiglie e dal progressivo allentamento delle condizioni di acceso al credito. Lo scorso anno la domanda di abitazioni sia per l’acquisto che per la locazione ha continuato a crescere mentre il numero di compravendite ha registrato una variazione annuale positiva del +1,3% per un totale di 719.578 transazioni. Alo stesso tempo, il tasso di variazione tendenziale delle compravendite sostenute da mutuo è cresciuto fino a raggiungere il valore del +19,5% nell’ultimo trimestre dell’anno. Sul fronte dei valori, i prezzi delle case in termini nominali hanno assorbito l’inflazione con una crescita media annua per i mercati intermedi del +2,1% e del +1,5% dei mercati principali.
E’ quanto emerso dall’ultimo osservatorio su mercato immobiliare realizzato da Nomisma che analizza la congiuntura del settore a livello nazionale con un focus di approfondimento su 13 mercati intermedi (Ancona, Bergamo, Brescia, Livorno, Messina, Modena, Novara, Parma, Perugia, Salerno Taranto, Trieste e Verona).
“Se nei mercati maggiori le difficoltà di accesso al mercato della compravendita hanno favorito un progressivo spostamento di interesse della domanda verso l’affitto, nei mercati secondari si conferma la preferenza verso l’acquisto”, spiegano gli esperti di Nomisma secondo cui, considerando il mercato della locazione, la pressione di una domanda ancora sostenuta ha fatto sì che, anche nell’ultimo anno, non si arrestasse la crescita dei canoni (+3,4%).
Nel complesso, il rendimento totale lordo delle abitazioni si attesta nella media dei mercati al 7,7%, superiore a quello dello scorso anno per effetto dell’aumento del tasso di variazione dei prezzi. Si mantiene su livelli elevati la liquidità dei mercati con tempi di assorbimento e sconti praticati sul prezzo richiesto che hanno raggiunto i minimi storici degli ultimi 10 anni. E così, secondo l’analisi di Nomisma, oggi in Italia servono in media poco meno di 5 mesi per concludere una trattativa di vendita nel residenziale, mentre nella locazione sono sufficienti 2 mesi circa. In termini di sonto praticato sul prezzo di vendita di un’abitazione, il valore si attesta in media al 10%.
“Guardando al futuro, si prospetta un consolidamento della crescita delle compravendite residenziali, attese stabilizzarsi su livelli medio-alti di dinamismo del mercato. La vivacità dell’attività transattiva alimenterà la crescita dei prezzi delle abitazioni, così come nel mercato della locazione si registreranno aumenti nei contratti e nei canoni, pari rispettivamente a +2% e +4%”, sottolinea Elena Molignoni, responsabile dell’osservatorio immobiliare di Nomisma. “Uno scenario motivato anche dal fatto che si dovrebbero confermare le condizioni favorevoli di accesso al credito. L’offerta sul mercato, invece, si manterrà sugli stessi livelli del 2024 e non ci sarà un repentino cambio di preferenze verso l’affitto rispetto all’acquisto dell’alloggio”.
