L’ospedale del futuro sarà smart, tecnologico e sostenibile, progettato per adattarsi alle evoluzioni della medicina e ottimizzare le risorse. Strutture modulari, intelligenza artificiale, robotica e telemedicina rivoluzioneranno l’assistenza sanitaria, rendendola più efficiente e accessibile. Tuttavia, l’innovazione tecnologica da sola non è sufficiente senza un elemento chiave: il benessere di pazienti, operatori e visitatori.
GLI OSPEDALI DEL FUTURO
“Gli Ospedali del futuro – afferma Margherita Carabillò, architetto InAR Ingegneria Architettura e vice presidente Cneto (Centro Nazionale per l’edilizia e la Tecnica Ospedaliera) – sono sempre più pensati in funzione dell’attività e dei processi di cura, con maggiori spazi per i servizi clinici e la ricerca, con una strettissima integrazione con le tecnologie digitali e biomediche; la concretizzazione di un ‘sistema sanitario senza muri’ in cui ospedale reale e ospedale virtuale collaborano e si integrano nella cura dei pazienti; sono grandi cambiamenti nei percorsi di cura tradizionali che non trovano ancora diffusamente un riscontro nel processo ‘produttivo’ e decisionale in Sanità salvo alcune rare eccezioni per lo più riferibili ad avanzate realtà dei Paesi del Nord Europa e Nord America”.
LA SITUAZIONE IN ITALIA
“In Italia – prosegue Carabillò – dobbiamo fare i conti con un ingente patrimonio di strutture sanitarie datate, più del 60% dei nostri edifici per la salute ha più di 40 anni con standard dimensionali e prestazionali che mal si adattano alle necessità dettate da una moderna infrastrutturazione; a peggiorare la situazione, le spesso insufficienti disponibilità economiche, le caratteristiche geo-morfologiche, dimensionali, urbanistiche delle aree che vengono assegnate ai progetti, l’alternarsi degli interlocutori durante l’iter progettuale, le problematiche gestionali di alcuni modelli che potrebbero risultare efficaci ma che devono fare i conti con la carenza di personale specializzato, sono solo alcuni dei fattori che troppo frequentemente costringono a tempistiche di progettazione e costruzione estremamente lunghe nonché a condizionamenti e mediazioni che, purtroppo, si dimostrano sempre al ribasso; tutte queste problematiche non fanno che complicare l’intero iter amministrativo e procedurale influenzando pesantemente la durata della progettazione e della realizzazione con il risultato che tanti nuovi ospedali, appena inaugurati, sono già vecchi”.
IL RUOLO DELLA PROGRAMMAZIONE
In Italia, le sfide per la realizzazione degli ospedali del futuro passano necessariamente dalla sostenibilità economica dei progetti “alla luce del fatto che i maggiori oneri riguardano non soltanto la fase di attuazione, maggiori spazi, maggiori requisiti in termini di finiture, attrezzature ed impiantistica ma anche gli aspetti organizzativi, personale numericamente adeguato e in grado di gestire anche la fase critica del paziente; la programmazione iniziale gioca quindi un ruolo strategico e fondamentale nella definizione di un ospedale economicamente sostenibile ed efficiente attraverso l’individuazione di benchmark corretti e aggiornati sia in termini di costi di costruzione e gestione sia per quanto attiene i parametri dimensionali che devono garantire una progettazione secondo standard moderni ed innovativi” afferma.
In questo contesto, il dialogo tra pubblico e privato non solo è necessario ma è fondamentale. A maggior ragione nelle iniziative pubbliche “una collaborazione che consenta di ‘passare il testimone’ senza inerzie ma anche mettendo a punto una visione quanto mai integrata, una strategia che favorisca cooperazione e integrazione tra i diversi attori e processi pubblici e privati, invece dell’antagonismo, potremo essere ottimisticamente fiduciosi di raggiungere il traguardo da vincitori” conclude Margherita Carabillò.
