Casillo Group dà il via all progetto di rigenerazione urbana in chiave residenziale di un’area di oltre 47.000 metri quadri situata nella zona nord di Roma, sulla via Flaminia, all’interno del Grande Raccordo Anulare.
L’intervento, promosso dalla società Vecchio Mulino di Roma (parte del Gruppo Casillo) prevede la riqualificazione di una struttura molitoria realizzata a partire dagli anni Settanta su terreni derivanti dall’esaurimento di una cava ottocentesca e la realizzazione di oltre 360 unità abitative e circa 400 box, oltre a spazi dedicati a servizi commerciali.
Dal punto di vista paesaggistico, l’area è caratterizzata da un notevole contesto naturalistico, che richiede la messa in sicurezza di una maestosa parete rocciosa tufacea ricca di vegetazione tipicamente mediterranea anche al fine della relativa valorizzazione.
L’intervento mira a riconnettere la zona del vecchio mulino al centro città, anche attraverso la realizzazione di importanti opere pubbliche (un ponte pedonale sulla via Flaminia, solo per citarne il più rappresentativo, in modo da collegare le residenze e la vicina stazione Due Ponti) e a rigenerare il sito non solo dal punto di vista architettonico e ambientale, ma anche grazie alla creazione di servizi di comunità.
“Il nostro intervento non è volto a creare una mera sequenza di edifici perché riteniamo che quest’area abbia le potenzialità di far nascere un vero e proprio nuovo quartiere nella città di Roma con tanto verde e possibilità di interazioni sociali negli spazi comuni”, spiega Pasquale Casillo, presidente della holding Casillo Partecipazioni.
“Attualmente siamo fortemente impegnati nel completamento del complesso iter di approvazioni”, aggiunge Antonio Mongelli, amministratore unico della Vecchio Mulino di Roma, ” ma crediamo che in pochi anni questo progetto possa incidere positivamente – su un intero comparto della città – trasformando edifici degradati o dismessi attraverso la promozione di interventi di elevata qualità architettonica ed edilizia, che miglioreranno anche la sostenibilità ambientale”.
