Fino a 200.000 nuovi posti di lavoro con gli smart building di qui al 2030, ma mancano competenze green e tech. L’allarme dietro all’opportunità è stato lanciato da The European House – Ambrosetti (Teha), all’interno dell’analisi a “Community Smart Building” che ha fatto il punto sulla salute della filiera capace di generare in Italia 174 miliardi di euro di fatturato e 38 miliardi di euro di valore aggiunto. Tutto questo, occupando 515.000 addetti con la possibilità di creare ulteriori 200.000 nuovi posti qualificati e specializzati entro il 2030, coinvolgendo figure come ingegneri, progettisti, installatori, operai specializzati e addetti alle vendite.
Ma con grandi difficoltà. Secondo l’analisi, infatti, le imprese del settore incontrano grandi problemi a reperire profili idonei. In particolare, ingegneri (60%), progettisti (50%), installatori (40%) e tecnici (40%), accanto a figure emergenti come system integrator e programmatori IoT (20%).
Per 8 posizioni aperte su 10 (83,7%) sono richieste competenze green e smart, ma nel 57,6% dei casi non si trovano candidati adeguati. Con una forza lavoro caratterizzata da un basso livello di istruzione e un’età mediamente alta, è fondamentale rafforzare l’offerta formativa nelle scuole e nelle ITS Academy, per sviluppare le competenze necessarie alla transizione verso un’edilizia più sostenibile e innovativa.
“Gli smart building rappresentano un’importante opportunità per generare occupazione qualificata nel settore edilizio e, al contempo, contribuire alla decarbonizzazione del comparto”, commenta Benedetta Brioschi, partner e responsabile community smart building di Teha Group. “Tuttavia, esiste un forte gap da colmare in termini di competenze green&smart, che gli operatori del settore faticano a reperire sul mercato del lavoro. Per affrontare questa sfida, sarà fondamentale investire in politiche di upskilling e reskilling, potenziare l’offerta formativa nelle scuole e rafforzare la collaborazione con le ITS Academy. Solo così potremo creare le professionalità necessarie a supportare questa transizione”.
Secondo l’analisi di Teha, il patrimonio immobiliare italiano, caratterizzato da elevata obsolescenza e basso tasso di rinnovo, comporta costi di gestione significativi. A livello europeo, la spinta verso la decarbonizzazione richiede all’Italia di recepire la direttiva Case Green entro 2 anni, con obiettivi di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2. In questo contesto, la diffusione degli Smart Building può generare importanti benefici ambientali, economici e sociali, ed essere un volano per creare occupazione qualificata nell’edilizia, con circa 200mila nuovi posti di lavoro specializzati nel prossimo futuro.
Tra questi – secondo l’analisi condotta dalla Community Smart Building – si prevede che saranno necessari 124.000 operatori specializzati (come idraulici, elettricisti, muratori e serramentisti), 54.000 installatori di sistemi avanzati (HVAC, domotica, automazione e fotovoltaico) e 14.000 tecnici esperti in manutenzione, cybersecurity e integrazione di sistemi. A completare il quadro, la necessità di 11.000 ingegneri (elettronici, energetici e sviluppatori di software) e 10.000 progettisti, tra cui architetti, geometri e designer d’interni. Per sostenere questo sviluppo e sensibilizzare i consumatori sui benefici economici, ambientali e sociali delle tecnologie smart, saranno essenziali anche figure di addetti alle vendite specializzati, in grado di comunicare efficacemente il valore delle soluzioni offerte.
“Negli ultimi anni, il panorama economico ha attraversato profondi cambiamenti che hanno interessato anche il settore delle costruzioni. Il futuro dell’edilizia si sta sempre più focalizzando sulla sostenibilità, elemento centrale per il settore nel rinnovamento dei processi produttivi e nei percorsi formativi. Favorire la formazione continua e la riconversione professionale dei lavoratori, per potenziare l’occupabilità, sono fattori chiave, assieme a nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato”, commenta Riccardo Bombelli, coordinatore della Commissione tecnologia e innovazione di Ance Lombardia. “L’edilizia è uno dei settori in cui sarà necessario predisporre strategie di sviluppo di competenze green e digitali specifiche, mediante anche la formazione di giovani e di nuove figure, sia per provvedere al ricambio generazionale, sia per mantenere le imprese competitive all’interno di un mercato dinamico e innovativo”.
