La Commissione europea ha dato il suo ok all’impianto brevettato che eliminerà la Co2 dal processo produttivo della ceramica. La società, guidata dal CEO Graziano Verdi e partecipata dai fondi Mindful Capital Partners, Miura Partners e Capital Dynamics, ha ottenuto il via libera dagli esperti esaminatori del programma ‘Life Subprogramme Climate Action’. Per la prima volta, “non solo un impianto industriale elimina le emissioni di Co2 che si creano nella produzione, ma trasforma gli agenti inquinanti di scarto in materie prime per altri usi in vari settori industriali: dalla farmaceutica, alla cosmetica, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale” spiega Italcer. Di fatto, questo processo diventa complementare alla produzione ceramica.
La stima è che il primo impianto pilota che Italcer realizzerà a Sassuolo (Modena), una volta deliberato il finanziamento da circa 6 milioni di euro, “non solo azzererà tutte le emissioni prodotte ad oggi, pari a circa 5.500 tonnellate di Co2 all’anno in aggiunta ad altri fumi e gas, ma consentirà un ulteriore risparmio per l’ambiente di 3.700 tonnellate di Co2 per anno”.

In particolare, l’impianto che ha superato favorevolmente il giudizio della Commissione Europea è in grado di eliminare la Co2 e gli altri inquinanti atmosferici dai processi produttivi, convertendoli in carbonato di calcio precipitato, nitrato di calcio e solfato e solfito di calcio. Questo processo, che ha già ottenuto il brevetto per l’invenzione industriale ed è frutto di investimenti in ricerca e sviluppo realizzati dall’azienda pari a circa 2 milioni di euro negli ultimi anni, adotta soluzioni di ‘Industria 4.0.

“Siamo da tempo impegnati – afferma Graziano Verdi, Amministratore delegato di Italcer Group – anche nel promuovere lo sviluppo dell’economia circolare, cercando di riutilizzare le materie di scarto dei processi trasformandole in materie prime per altri usi industriali. Contiamo di investire altri 50 milioni di euro in cinque anni per creare un impianto su scala industriale che stimiamo genererà 80 milioni di ricavi aggiuntivi nei prossimi sette anni grazie proprio dall’applicazione di questo brevetto considerando sia la vendita di materie prime seconde che risparmi di tasse sulla Co2”.
