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Rimbalzo per il mercato residenziale di Firenze con prezzi in aumento dello 0,8%

Rally degli affitti brevi nel 2023. Cresce la domanda (+15%) e i prezzi

Casa, in 17 province canoni di affitto oltre il 30% del reddito familiare

Di Tobia Zanotti
20 Febbraio 2025

Case in affitto sempre meno accessibili per gli italiani. Ma l’acquisto diventa meno impegnativo. Nell’ultimo anno, secondo un’analisi condotta da Idealista, l’impegno economico necessario per prendere in locazione una abitazione è passato dal 26 al 30% del reddito familiare. Al contrario, lo sforzo richiesto per l’acquisto è diminuito, scendendo al 18% degli introiti netti del nucleo familiare. Secondo i dati elaborati da Idealista, in ben 17 province italiane il canone di affitto è arrivato a sfiorare un terzo delle entrate familiari, suggerendo una crescente difficoltà per le famiglie nell’affrontare il mercato delle locazioni.

“I mercati delle compravendite e degli affitti sono strettamente legati. Entrambi hanno vissuto un periodo di stagnazione, causato dall’aumento dei tassi d’interesse e dall’aumento dei canoni di affitto. Questa situazione ha generato un’impasse: molti inquilini, di fronte a condizioni sfavorevoli per l’acquisto, hanno preferito rimanere nelle abitazioni in affitto in attesa di condizioni migliori, bloccando così la normale circolazione dell’offerta immobiliare”, spiega Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’ufficio studi di Idealista. “Tuttavia, la recente riduzione dei tassi da parte della Bce ha dato nuova spinta al mercato delle compravendite, riducendo lo sforzo economico per acquistare casa. Ci aspettiamo che questo cambiamento, insieme all’aumento dell’offerta di abitazioni in affitto, già visibile negli ultimi mesi grazie al fatto che molti inquilini hanno scelto di acquistare liberando così abitazioni, contribuisca a frenare l’aumento dei canoni. In questo modo, si creeranno condizioni più favorevoli per chi decide di affittare, soprattutto nei principali mercati urbani, dove le famiglie stanno affrontando impegni economici ben oltre la soglia di sostenibilità economica”.

In base all’analisi di Idealista, Firenze è oggi la città in cui la percentuale del reddito familiare destinata all’affitto risulta la più alta, arrivando al 48%. Seguono Napoli con il 47%, Como con il 36%, Roma e Venezia con il 41% ciascuna, e Milano con il 40%. In queste città, le richieste dei proprietari superano la soglia del 30% del reddito familiare destinato all’abitazione. A seguire, Massa (34%), Vicenza (32%), Verbania (32%) e Bologna (31%) si collocano sopra la media nazionale del 30%, alla quale si allineano Verona e Barletta.

Negli altri capoluoghi, lo sforzo economico per l’affitto appare inferiore alla media nazionale, con percentuali che vanno dal 29% di Brescia, Cagliari, Padova e Bolzano, al 13% di Terni e Vibo Valentia, le città più economiche rispetto alle possibilità degli inquilini.

“Nel secondo trimestre, più della metà dei centri monitorati ha registrato aumenti”, spiegano gli esperti di Idealista secondo cui i balzi più significativi si sono verificati a Napoli (9%), seguita da Como (8%), Roma e Lucca (entrambe 6%). Tra i principali mercati, si sono registrati aumenti anche a Firenze (5%), Torino (4%), Genova (4%) e Bologna (3%). In controtendenza Milano che ha registrato una diminuzione dei canoni (-3%), con la soglia di sostenibilità in base al reddito che ha toccato il punto massimo. Cali si sono registrati anche in altri 21 capoluoghi, con le riduzioni più rilevanti a Pesaro (-5%), Massa (-9%) e Bolzano (-11%), dove i valori degli affitti sono notoriamente molto elevati.

In totale, sono 17 le province in cui i canoni di affitto hanno superato il 30% del reddito familiare, pari a circa un terzo delle entrate nette mensili, soglia massima consigliata dagli esperti.

“Lo sforzo richiesto per acquistare una casa risulta inferiore rispetto a quello per affittarla, con alcune eccezioni, come nel caso di Bolzano, Trento, Rimini e Pesaro. Tra i capoluoghi, cinque hanno un tasso di sforzo superiore al 30% raccomandato dagli esperti: Venezia (37%), Bolzano (35%), Milano (33%), Rimini e Napoli (32% ciascuna)”, avvertono gli esperti di Idealista. “Firenze si attesta al 30%, mentre sotto questa soglia si trovano città come Verbania (29%), Roma (27%), Trento (26%) e Bologna (25%), insieme a Massa e Pesaro. Il tasso di sforzo più basso si registra a Biella (6%), seguito da Caltanissetta (8%), mentre Vercelli, Enna, Terni, Reggio Calabria, Alessandria e Ragusa si attestano al 9%”.

Per l’acquisto, quasi tutti i capoluoghi richiedono meno sforzo rispetto a un anno fa eccetto Belluno che ha visto un aumento del 5% e altri 15 centri che non hanno segnato variazioni. La maggiore differenza è stata registrata a Milano e Bolzano, che sono scese di 7 punti. Seguono i cali di Venezia (con 6 punti in meno). A Roma lo sforzo è diminuito di 3 punti, Napoli di 2 punti.

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