Non accenna a placarsi la febbre da data center in Italia. Vittorio Veneto, società specializzata in investimenti e sviluppo nel settore real estate, con la consulenza di Cbre ha venduto un terreno di oltre 70.000 metri quadrati alle porte di Milano su cui verrà realizzato un centro dati.
Il processo di valorizzazione è stato finalizzato con la vendita del brownfield a un operatore internazionale specializzato nella realizzazione e gestione di purpose-built data center e carrier-neutral facilities, con già un network di circa 100 strutture in tutto il mondo. Il sito sarà il primo progetto in Italia dell’operatore e si colloca nella principale availablilty zone del mercato data center milanese, nella parte nord-ovest del capoluogo lombardo.
“Questa operazione conferma quanto il settore dei data center stia diventando di grande interesse sia per gli operatori che per gli sviluppatori e gli investitori immobiliari”, afferma Silvia Gandellini, head of capital markets Italy di Cbre. “Secondo i nostri dati, si registra un alto tasso di crescita su base annua di nuovi data center, misurato in megawatt, in fase di sviluppo e consegna, e naturalmente il contesto milanese è, al momento, il mercato primario in Italia”.
Questa transazione è la quarta operazione conclusa in Italia con il coinvolgimento di Cbre nel quarto trimestre riguardante terreni e immobili, per un totale di oltre 400MW previsti al termine dei rispettivi progetti di sviluppo, mentre altri 150 MW sono già oggetto di preliminary sale and purchase agreement (Pspa) firmato nel corso dell’anno.
“Siamo lieti di annunciare l’avanzamento di ulteriori tre importanti progetti di sviluppo nel campo dei data center, che si inseriscono nella strategia di espansione dell’azienda”, aggiunge Domenico Furfaro, amministratore unico di Vittorio Veneto. “In particolare, uno dei progetti è in fase avanzata e, in base alle crescenti necessità di mercato, prevediamo una rapida chiusura già dalla prima metà del 2025”.
