Giorgio Armani si prende l’ex sede di Deloitte di via Tortona a Milano. La maison ha rilevato da Hines l’immobile che fino a pochi mesi fa ha ospitato l’headquarter italiano del colosso della consulenza. Con una superficie di 9.200 mq distribuiti su 9 piani affacciati su via Bergognone e Largo delle Culture il nuovo immobile andrà ad ampliare il complesso multifunzionale di circa 50.000 mq già di proprietà di Immobiliare S.r.l. (real estate holding di Giorgio Armani) in via Bergognone.
A seguito del passaggio di proprietà, l’asset passerà attraverso un intervento di riqualificazione mantenendo un dialogo architettonico con la parte restante del complesso immobiliare di proprietà di Hines compreso fra via Tortona e via Bugatti, che mira a diventare tra i primi office campus della città entro il 2026.
La presenza del Gruppo Armani contribuirà a costruire uno spazio dove lo scambio culturale e la condivisione delle idee saranno motore di sviluppo per i singoli individui, il quartiere e le altre aziende che animeranno il campus. L’obiettivo principale è, infatti, quello di creare un luogo che favorisca l’interazione attraverso l’introduzione di alcuni servizi e attività per la comunità, il self-care e la socialità. Gli spazi sono pensati per diventare una vera e propria destinazione, in grado di accogliere primari tenant che operano nel settore del fashion, del design e del tech.
“Questo quartiere milanese sta diventando sempre di più un place to be per realtà che vogliono immergersi in un’atmosfera che guarda al futuro, circondati dall’innovazione, il design e la moda”, spiega Mario Abbadessa, senior managing director & country head di Hines in Italia. “In questo contesto, siamo certi che il Gruppo Armani, tra i leader a livello mondiale nel settore del lusso e della moda, non solo accrescerà il prestigio del campus, ma contribuirà anche alla sua attrattività. Questa operazione è il risultato del nostro impegno costante nello sviluppare progetti che mirano a rispondere alle esigenze dinamiche di realtà in costante evoluzione, creando un dialogo tra spazi privati e la città in cui si inseriscono.”
