Sindalah Island rappresenta un simbolo del nuovo lusso esperienziale nel contesto del mastodontico progetto Neom in Arabia Saudita. Autore del masterplan e dell’intero design è lo studio italiano Luca Dini Design&Architecture. Un progetto che mira a rispettare il fragile ecosistema marino circostante, implementando un design e materiali che si integrano con l’ambiente. Le linee fluide e armoniose del masterplan si ispirano alle eleganti destinazioni turistiche italiane, integrando il paesaggio naturale e l’architettura per creare una continuità tra spazi interni ed esterni. Questo riflette il lusso e l’attenzione al dettaglio tipici del made in Italy.
Situata nella regione di Tabuk, definita ‘la porta del Mar Rosso’, Sindalah si sviluppa su un’estensione di 84 ettari e punta a essere una delle destinazioni più ambite a livello internazionale e dovrebbe offrire 2.400 ospiti al giorno entro il 2028 tra diversi ristoranti, hotel e altre strutture. L'isola dispone di una struttura ricettiva con tre hotel a cinque stelle con oltre 550 camere ultra-premium, ville private e appartamenti di lusso, oltre a servizi di alta gamma con un beach club, un centro per sport acquatici, un golf club, uno yacht club con design ispirato ai ponti delle barche, 38 ristoranti e lounge di livello internazionale, 51 boutique di marchi di lusso, completano il progetto una marina per superyacht con 86 posti barca.
Il contesto di Neom Sindalah è la prima delle dieci regioni di Neom a essere completata e aperta al pubblico. L’isola resort da 319 milioni di dollari fa parte di un progetto da 1.000 miliardi di dollari che prevede tra l’altro la costruzione della megalopoli nota come The Line, una città lineare ad alta tecnologia. Il progetto di Sindalah Island ha coinvolto quattro appaltatori principali e fino a 60 subappaltatori, con una forza lavoro di 30.000 persone quando i lavori erano nella parte più intensa. L’isola si trova a cinque chilometri al largo di Neom, nel nord-ovest dell'Arabia Saudita, e mira a diventare la porta d'accesso di Neom al Mar Rosso, fornendo l’;accesso agli yacht europei, sauditi e del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG).
