Roma sta vivendo una trasformazione silenziosa ma radicale. Dopo anni di immobilità, finalmente la Capitale è pronta ad accogliere nuovi cantieri e progetti immobiliari di pregio, destinati a una clientela di alto standing che guarda oltre il fascino del centro storico. Il nuovo acquirente non cerca più semplicemente la storia, ma uno stile di vita moderno e internazionale. E la città risponde a questa domanda con edifici esclusivi che rispecchiano lo standard di metropoli come Miami o Dubai.
Un esempio di questa evoluzione è il progetto Camilluccia 535, un’opera che rappresenta molto più di semplici appartamenti di lusso. “Il progetto nasce circa un anno fa, quando uno sviluppatore illuminato ha immaginato di creare una scultura architettonica in un luogo quasi fiabesco,” spiega Pietro Adduci, amministratore delegato di Tecma Solutions. Situato in un parco condominiale esclusivo a Roma Nord, immerso tra pini secolari e sentieri verdi, questo progetto comprende solo tre mega-suite. “L’idea è quella di offrire uno spazio abitativo altamente esclusivo, andando oltre la tradizionale logica dei condomini di lusso, per creare un’esperienza su misura”.

ARTE, DESIGN E TECNOLOGIA
Ciò che distingue Camilluccia 535 non è solo il suo posizionamento di prestigio, ma la fusione perfetta tra arte, design e tecnologia. Ogni suite è un’opera personalizzabile, costruita secondo le esigenze e i gusti degli acquirenti. “Abbiamo collaborato con i migliori brand di interior design italiani per coordinare ogni dettaglio,” continua Adduci. “Ogni appartamento ha un carattere contemporaneo e minimalista, pur mantenendo un forte legame con l’arte, che permea non solo gli interni ma anche l’esterno.”
La possibilità di personalizzare gli spazi si estende fino a un’esperienza unica: gli acquirenti potranno recarsi a Milano per finalizzare il loro progetto in un setting esclusivo. In una showroom, a porte chiuse, i fortunati proprietari potranno lavorare con i migliori designer per personalizzare ogni dettaglio delle loro suite. Il tutto culminerà in una serata di alta cucina con uno chef stellato.

UNA VISIONE INTERNAZIONALE
Sebbene il target di Camilluccia 535 non sia necessariamente internazionale, il progetto adotta un approccio globale. “Abbiamo voluto rendere il prodotto internazionale, pur rivolgendoci a una clientela locale che apprezza questo tipo di offerta,” spiega Riccardo Leonelli, Head of New Development di Savills Italia. Il risultato è una proposta abitativa che fonde standard globali con il gusto locale, offrendo un contesto che è ormai la norma nelle grandi capitali mondiali.
Questo cambiamento di prospettiva rappresenta una svolta per il mercato immobiliare romano, tradizionalmente più legato a una visione storica della città. Oggi, tuttavia, c’è una crescente domanda per edifici moderni ed efficienti, compatibili con le normative ESG e dotati di servizi di alto livello. “Roma ha nove volte l’estensione di Milano e sei volte quella di Parigi. È un territorio immenso, e la rigenerazione urbana è ancora in una fase embrionale,” continua Leonelli, sottolineando le opportunità che la città offre per lo sviluppo di progetti immobiliari innovativi.

NUOVI CANTIERI E INVESTIMENTI
La Capitale si sta dunque preparando a una nuova era di sviluppo, con cantieri pronti ad aprirsi in zone strategiche. “I riflettori sono puntati su Roma per tantissime ragioni”, osserva Leonelli. “Non ultime le difficioltà dell’amministrazione milanese, ma anche per il percorso virtuoso che ha fatto la città di Milano negli ultimi anni che ha però anche inevitabilmente portato a una qualche saturazione del mercato in termini di opportunità di investimento”. “Il cambio di amministrazione e una nuova apertura agli investitori internazionali stanno facendo da catalizzatore per una crescita che la città non vedeva da decenni. Quest’anno, per la prima volta, al Mipim (il principale evento mondiale dedicato al mercato immobiliare) Roma ha avuto uno stand proprio, dimostrando un chiaro impegno nel promuovere la città come destinazione per gli investimenti internazionali,” conclude.

