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Coima compie 50 anni e avvia una riflessione sulle città

Manfredi Catella, Founder e CEO Coima sgr

Rigenerazione urbana, sostenibilità e collaborazione pubblico-privata per le città del futuro

Di Maria Elena Molteni
11 Ottobre 2024

La rigenerazione urbana, guidata da investimenti responsabili, collaborazione pubblico-privato e innovazione tecnologica, è essenziale per costruire città sostenibili, resilienti e inclusive, che garantiscano il benessere comune. L’integrazione dei criteri ESG nei progetti di sviluppo urbano rappresenta la chiave per affrontare le sfide ambientali, sociali e tecnologiche. Queste, in estrema sintesi, le evidenze emerse dall’evento ‘Inspiring Cities’, organizzato per feteggiare i 50 anni di Coima. Tutto muove da alcune considerazioni di base: il 60% popolazione vivrà in aree urbane nel 2070 (vs attuale 50%), il 20% della popolazione avrà più di 65 anni nel 2074 (vs 9,6%), con ben 16 milioni di italiani over 65 anni entro il 2040.

Sede Coima

“All’evoluzione delle città sono legati temi attuali come la transizione energetica, la riduzione degli effetti del cambiamento climatico, l’intelligenza artificiale anche nei sistemi di controllo urbano, l’emarginazione sociale, la tutela della salute pubblica. La trasformazione del territorio ha quindi un potenziale economico, ambientale e sociale straordinario”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo all’evento. “Pensiamo all’enormità del patrimonio edilizio sia pubblico sia privato costruito prima del 1960 e oggi da riqualificare: un obiettivo a cui la finanza pubblica potrà dare una spinta ma che passerà prima di tutto dalla capacità di mobilitare capitali privati su progetti di lungo termine” osserva Giorgetti, ricordando che “l’Italia ha già dimostrato di poter integrare con successo tecnologie e cultura, tradizione e innovazione e oggi può andare oltre sviluppando un modello urbano che metta al centro l’individuo, la bellezza del paesaggio e il rispetto per l’ambiente”.

Scalo Porta Romana. @Iwan Baan

Per affrontare questa evoluzione, “vogliamo metterci in gioco per sognare gli ambienti e gli spazi del domani sotto un profilo di benessere comune che tocca il nostro vissuto quotidiano”, assicura il fondatore e CEO di Coima Sgr, Manfredi Catella. Richiama al “dialogo strutturato e continuativo tra soggetti funzionali, istituzionali e stakeholders privati” il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. “Per i 50 anni Coima ci propone proprio quel dialogo strutturato, col coinvolgimento di studenti, architetti, università e società civile, per un vero e proprio laboratorio di sperimentazione e progettazione urbana sostenibile e condivisa. Una collaborazione su cui la nostra Regione – assicura – punta molto, nella consapevolezza di non doverci sostituire all’intervento privato, ma di creare un contesto attrattivo per gli investimenti, per il confronto e i modelli di governance. Solo così, potremo contare su nuove alleanze ed energie per disegnare le città del futuro”.

Capitali internazionali e italiani, visione a lungo termine, collaborazione partecipativa tra pubblico e privato. Sono i pilastri di una rigenerazione urbana che tenga al centro ambiente e residenti, le prime due lettere dell’acronimo ESG. Non si può ideare un processo di rigenerazione senza tenere presenti le performance sociali e ambientali e i relativi effetti. La città del futuro, meglio se coincide con una città che si avvicina a una realtà ideale, nella propria evoluzione deve formulare format – di sviluppo e di governance – tali da garantire qualità della vita e sostenibilità nel tempo.

Gli investimenti sostenibili: il ruolo della Bei

Tra i fattori chiave della rigenerazione urbana un ruolo fondamentale appartiene alla gestione degli investimenti in un’ottica sostenibile, come evidenziato dalla Banca Europea per gli Investimenti nel suo ultimo focus. Tra i progetti finanziati dalla Bei in Italia, figurano studentati e affordable housing, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze crescenti di alloggi accessibili e di qualità, un tema sempre più centrale in Europa. Anche nell’ambito del PNRR, la Bei ha dato ulteriore slancio a questi progetti, con il fine di migliorare l’infrastruttura abitativa e sostenere le fasce più deboli della popolazione.

Logistica e riqualificazione degli immobili: il caso di Poste Italiane

Poste Italiane si è posta come attore protagonista nella rigenerazione urbana, attraverso interventi significativi come la riqualificazione del ‘Palazzo delle Poste’ in via Pietrapiana a Firenze. Qui, oltre al restauro dell’edificio storico, è stato approvato un progetto di riqualificazione degli spazi pubblici limitrofi, migliorando l’accessibilità e i servizi per la popolazione. Analogamente, l’area di Piazzale Lugano a Milano, ex centro di lavorazione postale, sarà trasformata per offrire nuovi spazi verdi, migliori collegamenti stradali e ciclabili, e nuovi servizi commerciali per la comunità. Un esempio di rigenerazione urbana con un forte impatto sociale e ambientale è anche è il progetto ‘Polis’ che prevede la ristrutturazione di circa 7 mila uffici postali nei piccoli centri. Questo progetto, dal valore complessivo di 1,2 miliardi di euro, mira a trasformare gli uffici postali in spazi multifunzionali, includendo anche co-working e servizi digitali per le comunità locali.

Porta Nuova, @Iwan Baan

Da verticale a comunitario il real estate del futuro

Anche Intesa Sanpaolo ha delineato una nuova visione del Real Estate, passando da un approccio verticale a un modello che punta alla costruzione di comunità di quartiere. I progetti del futuro si concentrano su infrastrutture che migliorano la qualità della vita, con focus su salute, ricerca, educazione, cultura e mobilità. La trasformazione degli spazi urbani deve essere pensata per rispondere alle nuove esigenze sociali ed economiche, creando luoghi che siano accessibili, inclusivi e sostenibili.

Trend demografici e ambientali: l’impatto sulla città del futuro

I trend demografici e ambientali avranno un forte impatto sulle città nei prossimi anni. Secondo uno studio di McKinsey & Company, entro il 2070 il 60% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane, con un incremento significativo della popolazione over 65. Questi cambiamenti imporranno alle città di adattarsi, rispondendo alle nuove esigenze di una popolazione più anziana e frammentata, con una crescente richiesta di servizi personalizzati e accessibili. Sul fronte ambientale, il raggiungimento dell’obiettivo ‘net zero’ entro il 2050 richiederà interventi massicci di riqualificazione del patrimonio immobiliare, con ricadute positive non solo in termini ecologici, ma anche economici, attraverso la creazione di nuove opportunità lavorative e di crescita.

Dal punto di vista sociale, la disparità crescente tra il costo delle abitazioni e i salari è un problema che rischia di esacerbare l’esclusività delle città. Questo potrebbe portare a una polarizzazione sempre più marcata tra centro e periferia, con quest’ultima sempre più privata di servizi essenziali. Affrontare questo squilibrio richiede politiche urbane capaci di garantire un accesso equo alle risorse e ai servizi, favorendo la coesione sociale.

Tecnologia e smart city

La tecnologia è il fil rouge che collega tutti questi trend. Le smart city rappresentano il futuro dell’urbanizzazione sostenibile, integrando innovazioni per migliorare trasporti, gestione energetica e servizi pubblici. Le città intelligenti saranno ecosistemi interconnessi, in grado di ridurre l’impatto ambientale e migliorare la qualità della vita dei cittadini.

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