Ritorno di ottimismo sul mercato immobiliare in Europa. Il calo dei tassi di interesse ha ridato fiato al settore. “A fronte di segnali di ripresa economica dell’Eurozona e, soprattutto, di ulteriori tagli dei tassi da parte della Bce, nella prima metà del 2024 la fiducia dei consumatori è aumentata dell’11% anno su anno”, spiegano gli esperti di Re/Max che hanno passato al setaccio il mercato del real estate in Europa. “Dinamiche che fanno ipotizzare un graduale rilancio dei mercati immobiliari europei, con prevedibili specificità tra i vari Paesi”.
A partire proprio dall’Italia dove i prezzi sono rimasti per lo più invariati rispetto al primo semestre 2023, con un aumento al metro quadro di soli 0,2 punti percentuali attestandosi a quota 1.669 euro a mq che rappresenta una delle medie più basse tra le principali economie europee. Significativo, invece, l’incremento dei canoni di locazione che hanno registrato un + 7,6% rispetto al primo semestre 2023, trainato dalla crescita della domanda di affitti flessibili e a breve termine.
“Sul fronte delle compravendite si evidenzia un significativo aumento dell’interesse per le proprietà di dimensioni maggiori. Altro trend è il considerevole numero di transazioni effettuate da parte di proprietari più anziani, i cui figli hanno lasciato casa”, spiega Dario Castiglia, CEO & Founder di Re/Max Italia. “Sul fronte previsionale riteniamo che il numero di compravendite nella seconda metà dell’anno dipenderà in gran parte dalla riduzione dei tassi di interesse e dall’entità del taglio, nonché dal fatto che le banche italiane continueranno a offrire promozioni dedicate ai giovani e a chi è interessato ad acquistare immobili green”.
A differenza della stabilità registrata in Italia, in Germania i prezzi delle case in vendita sono diminuiti in media dell’1,2% nella prima metà del 2024 rispetto al 2023, con picchi al ribasso in alcune città chiave come Berlino (-5,2%), Monaco (-3,9%) e Amburgo (-3,4%). Un significativo aumento, invece, ha interessato le locazioni (+ 6,3%), registrando il valore più alto a Berlino (+9,6%). Al contrario, Monaco, che in Germania detiene i prezzi più elevati per metro quadrato e i secondi più alti di tutta Europa, ha segnato una diminuzione degli affitti (-1,2%), nonostante la crescita complessiva del Paese.
“La combinazione di una diminuzione dei prezzi immobiliari e dei tassi d’interesse elevati, unitamente ai costi di costruzione in aumento e alla lenta attività del settore edilizio, sta creando difficoltà per compratori e venditori”, spiega Samina Julevic, Ceo di Re/Max Germany. “Tuttavia, stiamo osservando segnali di stabilizzazione, con un progressivo allontanamento dalle fluttuazioni dei prezzi. Questa stabilizzazione dovrebbe attenuare la pressione al ribasso sui valori immobiliari, offrendo ai potenziali acquirenti l’opportunità di entrare nel mercato con maggiore fiducia nella seconda metà dell’anno”.
E cosa dire della Spagna? Diversamente dalla tendenza al ribasso registrata in Germania e alla sostanziale stabilità in Italia, i prezzi degli immobili in Spagna sono cresciuti al ritmo più veloce del continente. Sul fronte delle vendite, infatti, si è registrato un considerevole incremento del 9,7% rispetto al primo semestre del 2023, trainato dagli appartamenti e dai prezzi nelle principali città come Barcellona (9%) e Madrid (9,8%) che mette a segno l’aumento più rapido di tutta Europa. Curva crescente anche per le locazioni, con un significativo aumento dell’11,4% nel primo semestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “La domanda da parte di acquirenti internazionali, soprattutto nelle grandi città e nelle aree costiere, è uno dei principali fattori che alimentano l’aumento dei prezzi per vendite e affitti”, sottolinea Jaime Suarez, Regional director di Re/Max Spagna. “Per la Spagna oggi la sfida più grande è la carenza di offerta, che contribuisce ulteriormente alla crescita dei prezzi e scoraggia chi vuole entrare nel mercato, anche se va tenuto conto che chi ha la possibilità di acquistare oggi non dovrebbe rinviare, poiché la crescita dei prezzi potrebbe superare la riduzione dei tassi”.
